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BusinessEntrepreneurship

Capra e Cavoli

TTV.it

“Capra e Cavoli” è il podcast promosso da Fondazione Progetto Valtiberina e sostenuto da BPER Banca, dedicato al ruolo dell’impresa nella generazione di valore economico, sociale e ambientale.

Attraverso il confronto con imprenditori, ricercatori e innovatori, il podcast racconta esperienze concrete e modelli di sviluppo capaci di coniugare crescita e sostenibilità, con uno sguardo attento ai territori e alle comunità.

La serie fa parte del progetto Imprese per il bene comune, un percorso biennale (2026–2027) che esplora l’economia civile come prospettiva concreta per il futuro dell’impresa.

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  • 3 episodes
  • Avg 18 min
  • Italian
  • S1 · E3
    September 10 · 20 min

    L’impresa del futuro è rigenerativa | Eric Ezechieli (NATIVA)

    Un’impresa può creare più valore di quanto ne estrae? È da questa idea che prende forma questa puntata di “Capra & Cavoli”, il podcast promosso dalla Fondazione Progetto Valtiberina e sostenuto da BPER Banca all’interno del progetto “Imprese per il bene comune”, inserito nel percorso del Distretto di Economia Civile dell’Alta Valle del Tevere. La serie condotta da Luca Colocucci incontra Eric Ezechieli, fondatore insieme a Paolo Di Cesare e Chief Evolution Officer di NATIVA, Regenerative Design & Innovation Company, Società Benefit e prima B Corp italiana.Al centro della conversazione c’è il passaggio da un modello economico estrattivo a uno rigenerativo. La differenza, per Ezechieli, può essere riassunta in modo molto semplice: “Un modello estrattivo prende più valore di quello che crea, un modello rigenerativo crea più valore di quello che prende”. Non soltanto valore economico, dunque, ma anche sociale e ambientale, considerando nell’attività d’impresa le persone, le comunità e le generazioni future.È questa la direzione che guida il lavoro di NATIVA: progettare e accompagnare trasformazioni capaci di lasciare condizioni migliori di quelle trovate. Una prospettiva che non viene presentata soltanto come una questione etica. Secondo Ezechieli, i modelli economici che producono valore degradando ambiente e comunità semplicemente non possono funzionare nel lungo periodo, mentre le imprese che contribuiscono a risolvere i problemi possono diventare più solide e competitive anche secondo i tradizionali parametri economici.La puntata affronta quindi gli ostacoli che rallentano questa trasformazione. Da una parte esiste un profondo gap culturale nella comprensione degli impatti generati dai modelli estrattivi e dei benefici che potrebbero derivare da quelli rigenerativi; dall’altra pesano interessi economici consolidati e la capacità di alcune grandi industrie di rallentare innovazione e cambiamento.Ma quanto tempo rimane per cambiare? Sullo sfondo della crisi climatica e del progressivo anticipo dell’Overshoot Day, Ezechieli propone una lettura che mette al centro la velocità con cui società ed economie possono reagire quando una crisi rende il cambiamento inevitabile. “Possiamo cambiare tante cose in poco tempo”, osserva, ricordando quanto rapidamente abitudini, sistemi produttivi e priorità possano essere riconfigurati davanti a uno shock.Secondo il fondatore di NATIVA, dopo anni in cui sarebbe stato possibile adattarsi in maniera proattiva, il cambiamento potrebbe avvenire sempre più spesso in modo reattivo, sotto la pressione di crisi e discontinuità. Proprio per questo, essere preparati può diventare un vantaggio decisivo: le imprese che hanno già investito in sostenibilità, efficienza e innovazione possono affrontare meglio scenari economici e ambientali sempre più instabili.La conversazione si allarga così al ruolo della politica, alla transizione energetica, alle differenti traiettorie intraprese da Stati Uniti, Europa e Asia e alla capacità delle aziende più innovative di continuare a portare avanti i propri programmi di sostenibilità anche in una fase in cui questi temi sembrano avere perso parte della precedente centralità nel dibattito pubblico.Il messaggio finale è un invito a considerare la trasformazione non come qualcosa di esterno all’essere umano, ma come parte di un processo di evoluzione del quale siamo protagonisti. Davanti a comportamenti che danneggiano contemporaneamente gli altri e noi stessi, per Ezechieli la strada resta quella di cercare e promuovere “modi più intelligenti di fare le cose”. Serie podcast ⁠⁠Ttv.it

  • S1 · E2
    June 12 · 16 min

    Api, tecnologia e biodiversità: la sostenibilità che si può misurare | Virginia Castellucci (3Bee)

    Le api come sentinelle della salute dell’ambiente e la tecnologia come strumento per leggere, misurare e gestire gli impatti sugli ecosistemi. È dedicata all’esperienza di 3Bee questa puntata di “Capra & Cavoli”, il podcast promosso dalla Fondazione Progetto Valtiberina e sostenuto da BPER Banca all’interno del progetto “Imprese per il bene comune”, inserito nel percorso del Distretto di Economia Civile dell’Alta Valle del Tevere. La serie condotta da Luca Colocucci prosegue con Virginia Castellucci, Head of Sustainability and Advocacy di XNatura, per raccontare l’avventura di una realtà italiana nata attorno al tema della rigenerazione ambientale e cresciuta con l’obiettivo di mettere dati, ricerca e innovazione al servizio della biodiversità.La puntata parte dal ruolo delle api come bioindicatori: «Le api sono molto sensibili a ciò che succede nell’ambiente, nell’ecosistema», spiega Castellucci. Da qui nasce il primo sensore sviluppato da 3Bee, Hive Tech, pensato per monitorare lo stato di salute degli alveari e ricavare informazioni sull’ambiente in cui vivono.Oggi il lavoro di 3Bee si è allargato alla natura a 360 gradi, attraverso sensori in campo, immagini satellitari, piattaforme software e strumenti di analisi. Il punto di partenza, secondo Castellucci, resta il dato: «Se si vuole risolvere un problema ambientale bisogna per forza partire dai dati». Monitoraggio, rigenerazione ed educazione sono infatti i tre pilastri attorno a cui l’azienda costruisce i propri progetti. Al centro dell’intervista c’è anche XNatura, piattaforma che combina intelligenza artificiale, sensori IoT, tecnologie satellitari e cloud computing per aiutare imprese, enti e territori a rendere la sostenibilità un processo misurabile e verificabile.La conversazione affronta poi il significato della biodiversità, definita da Castellucci come «la ricchezza che abbiamo nel mondo»: un insieme di piante, animali, microrganismi e relazioni, il cui equilibrio può essere compromesso dalla perdita anche di singoli elementi. Da qui deriva la necessità della rigenerazione ambientale, attraverso azioni concrete come la piantumazione di specie autoctone, l’inserimento di piante nettarifere o la creazione di rifugi per impollinatori.Non manca una riflessione sul rapporto tra imprese, istituzioni e sostenibilità. Per Castellucci, le aziende che continuano a investire in questa direzione hanno compreso che la sostenibilità ambientale è «un vantaggio competitivo di lungo periodo». Più critica, invece, la valutazione sul quadro europeo: secondo l’ospite, le istituzioni Ue hanno fatto «grossi passi indietro rispetto all’ambiente e alla sostenibilità», anche perché oggi sembrano prevalere priorità «più legate alla difesa».Il messaggio finale resta però orientato all’azione. Gli strumenti, secondo Castellucci, esistono già: occorre riconoscere che la natura non è esterna all’economia, ma una condizione da cui imprese, comunità e territori dipendono direttamente. «Tutti beneficiamo di servizi ecosistemici – sottolinea – le aziende in particolar modo ne hanno beneficiato fino ad ora, semplicemente che l’hanno fatto in modo gratuito». Serie podcast ⁠Ttv.it

  • S1 · E1
    April 10 · 18 min

    Quanto costa al pianeta una bottiglia di vino? | Michele Manelli (Salcheto Organic Winery)

    Prima puntata di “Capra e Cavoli”, il podcast sulla sostenibilità realizzato da Fondazione Progetto Valtiberina con il supporto di BPER Banca. Protagonista dell’episodio è Michele Manelli, fondatore di Salcheto Organic Winery, una delle realtà più avanzate nel campo del vino sostenibile. Quanto impatta davvero una bottiglia di vino sull’ambiente? Dove si concentrano le emissioni? E cosa significa, concretamente, produrre vino in modo sostenibile? Nel corso della puntata si parla di:-impronta di carbonio e di acqua nella filiera del vino-packaging e peso ambientale del vetro-energia rinnovabile ed efficienza in cantina-economia circolare applicata alla produzione vitivinicola-certificazione Equalitas e sostenibilità di filiera. Dai numeri (bottiglie, fatturato, emissioni evitate) alle soluzioni tecniche (luce naturale, geotermia, riuso degli scarti), fino alle prospettive future: un confronto concreto su come innovazione e sostenibilità possano convivere anche in un settore tradizionale come quello del vino.Un episodio che mette insieme dati, esperienze e visione, per capire se – e come – il vino può essere davvero sostenibile. Serie podcast Ttv.it

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