
L’impresa del futuro è rigenerativa | Eric Ezechieli (NATIVA)
Un’impresa può creare più valore di quanto ne estrae? È da questa idea che prende forma questa puntata di “Capra & Cavoli”, il podcast promosso dalla Fondazione Progetto Valtiberina e sostenuto da BPER Banca all’interno del progetto “Imprese per il bene comune”, inserito nel percorso del Distretto di Economia Civile dell’Alta Valle del Tevere. La serie condotta da Luca Colocucci incontra Eric Ezechieli, fondatore insieme a Paolo Di Cesare e Chief Evolution Officer di NATIVA, Regenerative Design & Innovation Company, Società Benefit e prima B Corp italiana.Al centro della conversazione c’è il passaggio da un modello economico estrattivo a uno rigenerativo. La differenza, per Ezechieli, può essere riassunta in modo molto semplice: “Un modello estrattivo prende più valore di quello che crea, un modello rigenerativo crea più valore di quello che prende”. Non soltanto valore economico, dunque, ma anche sociale e ambientale, considerando nell’attività d’impresa le persone, le comunità e le generazioni future.È questa la direzione che guida il lavoro di NATIVA: progettare e accompagnare trasformazioni capaci di lasciare condizioni migliori di quelle trovate. Una prospettiva che non viene presentata soltanto come una questione etica. Secondo Ezechieli, i modelli economici che producono valore degradando ambiente e comunità semplicemente non possono funzionare nel lungo periodo, mentre le imprese che contribuiscono a risolvere i problemi possono diventare più solide e competitive anche secondo i tradizionali parametri economici.La puntata affronta quindi gli ostacoli che rallentano questa trasformazione. Da una parte esiste un profondo gap culturale nella comprensione degli impatti generati dai modelli estrattivi e dei benefici che potrebbero derivare da quelli rigenerativi; dall’altra pesano interessi economici consolidati e la capacità di alcune grandi industrie di rallentare innovazione e cambiamento.Ma quanto tempo rimane per cambiare? Sullo sfondo della crisi climatica e del progressivo anticipo dell’Overshoot Day, Ezechieli propone una lettura che mette al centro la velocità con cui società ed economie possono reagire quando una crisi rende il cambiamento inevitabile. “Possiamo cambiare tante cose in poco tempo”, osserva, ricordando quanto rapidamente abitudini, sistemi produttivi e priorità possano essere riconfigurati davanti a uno shock.Secondo il fondatore di NATIVA, dopo anni in cui sarebbe stato possibile adattarsi in maniera proattiva, il cambiamento potrebbe avvenire sempre più spesso in modo reattivo, sotto la pressione di crisi e discontinuità. Proprio per questo, essere preparati può diventare un vantaggio decisivo: le imprese che hanno già investito in sostenibilità, efficienza e innovazione possono affrontare meglio scenari economici e ambientali sempre più instabili.La conversazione si allarga così al ruolo della politica, alla transizione energetica, alle differenti traiettorie intraprese da Stati Uniti, Europa e Asia e alla capacità delle aziende più innovative di continuare a portare avanti i propri programmi di sostenibilità anche in una fase in cui questi temi sembrano avere perso parte della precedente centralità nel dibattito pubblico.Il messaggio finale è un invito a considerare la trasformazione non come qualcosa di esterno all’essere umano, ma come parte di un processo di evoluzione del quale siamo protagonisti. Davanti a comportamenti che danneggiano contemporaneamente gli altri e noi stessi, per Ezechieli la strada resta quella di cercare e promuovere “modi più intelligenti di fare le cose”. Serie podcast Ttv.it

