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Studio BURDI

infoburdi

Questo è il Podcast dello
Studio BURDI.

Giorgio Burdi è psicologo e psicoterapeuta e Sessuologo con oltre trentacinque anni di esperienza clinica, maturata nell’ambito della psicologia, della psicoterapia e della ricerca sui processi di cambiamento della persona.

Accanto all’attività professionale, è autore di numerosi libri pubblicati su Amazon, raccolti nella collana editoriale “Psicologia e Psicoterapia Applicata”, nella quale affronta, con un linguaggio profondi, rigoroso ma accessibile, temi legati al cambiamento personale, alle relazioni, alle emozioni, al superamento della sofferenza psicologica e allo sviluppo dell’identità…

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  • 31 episodes
  • Avg 7 min
  • Italian
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  • Sunday · 13 min

    La Lettera Analitica e La Lettera Terapia

    Ascolterai come funziona, come si scrive e come si legge, le cinque regole da rispettare, che cosa accade nel corpo durante la lettura e che cosa cambia nei giorni successivi. La lettera toglie il potere dolorifico del trauma, ma non cancella mai il ricordo. Questo strumento è il primo volume di una trilogia: il protocollo, seguito da LETTERE e LETTERE II, raccolte di lettere e casi clinici reali, trattati nel rispetto della privacy. Dott. Giorgio Burdi, psicologo psicoterapeuta. Studio Burdi, Bari e Roma. Bibliografia su Amazon Lettera Analitica e Lettera Terapia https://amzn.eu/d/0cXMq572 LETTERE https://amzn.eu/d/0bQ0HUWZ LETTERE II https://amzn.eu/d/0dk3zGVg Leggi qui l’articolo https://www.psicologo-psicoterapeuta-roma.com/la-lettera-analitica-la-e-la-lettera-terapia-lt-2/

  • Saturday · 19 min

    Fallisci

    Fallire viene dal latino fallere, ingannare. Quando fallisco non perdo valore: cade l'illusione che mi ero costruito su di me, quella di essere più forte e più al sicuro di quanto sono. In questo episodio ti porto dentro L'Elogio del Fallimento e l'Assioma dell'Errore. L'errore non è un incidente da nascondere: è un assioma, il punto da cui parte ogni apprendimento. Chi non sbaglia mai non sta vincendo, sta evitando di giocare. E per fare gol bisogna tirare, anche a costo di sbagliare mira. Parlo di quel copione che ci vuole impeccabili, della vergogna che ci tiene fermi e di ciò che accade quando smettiamo di fingere di essere onnipotenti. Cadere, sanguinare, rialzarsi: è così che si costruisce una vita ricca. Un ascolto per chi si sente in ritardo, per chi ha paura di sbagliare ancora e per chi pensa che il fallimento sia una condanna. Leggi l’articolo su https://www.psicologo-psicoterapeuta-roma.com/tag/mettersi-in-piedi/ Bibliografia autore https://www.amazon.it/stores/Dr.-Giorgio-Burdi/author/B0DZ2BC5ST

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  • Thursday · 17 min

    Esiste la Felicità

    Questa è la storia vera di uno dei miei più cari amici: Pippo. Una mattina di giugno si sta infilando la camicia per correre in ufficio, e un istante dopo il ventre gli si ribella. Pancreatite acuta, gravissimo, le braccia trafitte dagli aghi, sette giorni e sette notti di corsia, la febbre oltre i quaranta, la stanza tinta di rosso, nessun arto che obbedisce, la certezza che sia finita, la moglie che lo piange come un morto e lui che la caccia via. Poi l'alba. Dentro, una voce rozza ripete un solo verbo: ALZATI. E Pippo, ad arrendersi, non ci sta. Si trascina dietro l'asta delle flebo, e quei pochi metri verso il bagno diventano un continente da attraversare. Il suo medico gli dirà che da lì ne escono due su cento. Pippo è uno dei due. Il giorno delle dimissioni, tornando a casa a piedi, scarta una fogliolina nata sul marciapiede per non pestarla. Perché? Perché anche lei ha lottato per vivere. E tu, che dai per scontati il tuo respiro e le facce che ami, fermati. Ascoltalo fino all'ultima parola. La felicità esiste, e non abita nei traguardi: abita negli attimi che smettiamo di calpestare. Puoi leggere l’ articolo qui https://www.psicologo-psicoterapeuta-roma.com/settimanale-psicologo-roma-la-felicita-esiste/ Bibliografia autore https://www.amazon.it/stores/Dr.-Giorgio-Burdi/author/B0DZ2BC5ST

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  • October 12 · 1 min

    Number One Number Two

    It is not a manual for surviving but an instrument for revealing yourself: a resolute method for reading and strengthening your inner structure, for listening to the voice buried beneath what does not belong to us, and for tracing difficulties back to their origin before they harden into structured disorders. For those who live under the weight of guilt, for those who have built a life that works but does not resemble them, for those seeking a path of personal growth that refuses to settle for consolation. The fruit of thirty-six years of clinical listening and research. Studio BURDI, with Giorgio Burdi, psychologist and psychotherapist. Practices in Bari and Rome. https://www.psicologo-psicoterapeuta-roma.com/ Author bibliography on Amazon https://www.amazon.it/stores/Dr.-Giorgio-Burdi/author/B0DZ2BC5ST

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  • October 12 · 10 min

    Psicoterapia Senza Diagnosi

    Quando una persona viene definita da una diagnosi, smette di essere voce e diventa sintomo, smette di essere volto e diventa codice. Questo episodio è un manifesto contro le etichette, quelle che dividono i popoli e quelle che si insinuano nella coscienza di un singolo fino a diventare identità. Si parla di come la diagnosi, quando si fa identità, diventi un tatuaggio invisibile che accompagna ogni gesto. Di quei pazienti che entrano in studio dicendo "io sono un bipolare" invece di "ho la sindrome bipolare". Del fatto che le diagnosi hanno quasi sempre carattere temporale ed evolutivo, perché tutto nella mente umana si trasforma, e che la psicoterapia lavora proprio per il trapasso di una diagnosi. E di che cosa fa lo psicoterapeuta in una psicoterapia senza diagnosi: valuta il livello di gravità della sofferenza, decide se può essere affrontata attraverso un percorso psicoterapico o se serve un invio a un altro specialista, e lo fa senza etichette. Un episodio per chi si è sentito ridotto a una scheda e vuole tornare a essere una storia da ascoltare. Studio BURDI, con Giorgio Burdi, psicologo psicoterapeuta. Studi a Bari e a Roma. Bibliografia dell’autore su Amazon https://www.amazon.it/stores/Dr.-Giorgio-Burdi/author/B0DZ2BC5ST Leggi qui l’articolo https://www.psicologo-psicoterapeuta-roma.com/psicoterapia-senza-diagnosi/

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  • October 11 · 11 min

    Psicoterapia Senza Diagnosi

    Quando una persona viene definita da una diagnosi, smette di essere voce e diventa sintomo, smette di essere volto e diventa codice. Questo episodio è un manifesto contro le etichette, quelle che dividono i popoli e quelle che si insinuano nella coscienza di un singolo fino a diventare identità. Si parla di come la diagnosi, quando si fa identità, diventi un tatuaggio invisibile che accompagna ogni gesto. Di quei pazienti che entrano in studio dicendo "io sono un bipolare" invece di "ho la sindrome bipolare". Del fatto che le diagnosi hanno quasi sempre carattere temporale ed evolutivo, perché tutto nella mente umana si trasforma, e che la psicoterapia lavora proprio per il trapasso di una diagnosi. E di che cosa fa lo psicoterapeuta in una psicoterapia senza diagnosi: valuta il livello di gravità della sofferenza, decide se può essere affrontata attraverso un percorso psicoterapico o se serve un invio a un altro specialista, e lo fa senza etichette. Un episodio per chi si è sentito ridotto a una scheda e vuole tornare a essere una storia da ascoltare. Studio BURDI, con Giorgio Burdi, psicologo psicoterapeuta. Studi a Bari e a Roma. Bibliografia dell’autore su Amazon https://www.amazon.it/stores/Dr.-Giorgio-Burdi/author/B0DZ2BC5ST Leggi qui l’articolo https://www.psicologo-psicoterapeuta-roma.com/psicoterapia-senza-diagnosi/

  • October 10 · 3 min

    Ognuno si schianta nei bui altrui

    Ognuno si schianta nei bui altrui. Quando parliamo di schianto pensiamo a uno scontro in auto, ma nelle relazioni non esiste un dispositivo o una spia che ci avverta del pericolo. Il meccanismo più frequente è la proiezione: desideri, voglia di un rapporto e fragilità irrisolte vengono proiettati sulla realtà, come un film creato da noi. Poi, d'improvviso, ci troviamo nel buio dell'altro, che ruba le nostre energie e ci chiede un amore di cui non siamo responsabili. Persistiamo, ignoriamo il nostro sentore, perdiamo la bussola, e ci chiediamo cosa fare perché l'altro cambi: l'altro non cambia se non è lui a volerlo. Quando il film si spegne e la sala diventa buia, resta una vocina che non abbiamo mai ascoltato, e i sintomi di malessere trovano finalmente una spiegazione. Nel finale, un pensiero: tutto dipende da noi, relativamente. Puoi leggerlo qui https://www.psicologo-psicoterapeuta-roma.com/ognuno-si-schianta-nei-bui-altrui/ Libri dell’autore https://www.amazon.it/stores/Dr.-Giorgio-Burdi/author/B0DZ2BC5ST

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  • October 10 · 3 min

    La realtà è la cura

    La realtà è la cura. Spesso non vediamo la realtà così com'è, ma attraverso occhiali che proiettano le nostre credenze, prospettive, illusioni e la nostra esperienza di vita, ed è per questo che le persone reagiscono in modo diverso alla stessa situazione. Abbiamo schemi con cui leggiamo le esperienze quotidiane: a seconda di quanto sono rigidi o adattivi, davanti a un "Sei bella oggi" possiamo sentire un complimento oppure un'ironia, e agire in modo più o meno sano. L'emozione che proviamo dipende dall'interpretazione che diamo a ciò che ci accade. I pensieri negativi, intrusivi e ricorrenti, ci avvolgono come una nuvola che offusca la visione. Come possiamo cambiare il modo in cui ci sentiamo? Cambiando il discorso interno che abbiamo con noi stessi, e chiedendoci se ciò che pensiamo è davvero così. I nostri pensieri sono interpretazione ed elaborazione della realtà, non la realtà stessa: per cambiare il sistema di credenze ci vogliono pratica e sforzo. Lo trovi su https://www.burdi.it/la-realta-e-la-nostra-cura/ I libri dell’autore sono su Amazon https://www.amazon.it/stores/Dr.-Giorgio-Burdi/author/B0DZ2BC5ST

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  • October 10 · 9 min

    L’Amore di Sé

    L'amore di sé Lo trovi su Amazon https://amzn.eu/d/09UbDqhS è un libro che nasce dalla necessità primaria di ritornare proprietari di sé stessi, ripartendo da sé. Chi non si è mai guardato allo specchio? Lo facciamo per il volto, per i capelli, per il rossetto, ma quando lo sguardo incrocia i nostri occhi sfugge, perché guardarsi dentro fa paura. Il testo propone una prova: fissare il fondo delle proprie iridi e dirsi "Ti Amo", fino a vedere cambiare qualcosa. Segue una lunga dichiarazione d'amore a se stessi, il compagno che c'è sempre, in mezzo alla gente, nel caos, nel dolore. "Ama il prossimo tuo come te stesso": il vero problema è questo te stesso, lasciato da solo a sentirsi sbagliato. Non è narcisista chi impara ad amarsi, e chi si ama contagia la vita e le relazioni d'amore. Leggi l’articolo su https://www.burdi.it/l-amore-di-se/

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  • October 10 · 9 min

    La sostanza affettiva

    “La sostanza affettiva”, è diventato il libro sulle dipendenze affettive, per comprendere le sue origini e come liberarsene, è la più radicata e la più complessa da trattare: in una scala di difficoltà di trattamento viene prima dell'eroina, del crack, dell'alcol, della cocaina e della cannabis. Per questo la chiamo sostanza affettiva. Affonda le sue radici nella relazione parentale e si assume per gratificare quei sistemi di ricompensa mancati nella relazione originaria. In questo breve compendio: i sintomi, la differenza tra dipendenza e amore, il ruolo degli abbandoni subiti e di ciò che manca davvero a chi dipende, la presenza. In chiusura, i tre passi per liberarsi: consapevolezza, comprensione dei meccanismi e investimento su di sé. Leggi l’articolo https://www.psicologo-psicoterapeuta-roma.com/la-sostanza-affettiva/ Trovi il libro su Amazon https://amzn.eu/d/05orJVle

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  • October 9 · 5 min

    Esiste la normalità ?

    Esiste la normalità? Un testo che parte da una frase di Cristina Leo, "Tieniti la tua normalità, mentre io coltivo la mia unicità", e si chiede se una norma possa davvero rispettare l'individualità di ciascuno. Non ci sono pazienti da curare, ma persone da riportare a se stesse. Siamo una sintesi continua di contraddizioni, e per paura della solitudine ci conformiamo, rinunciando a noi stessi. La solitudine, invece, è l'appuntamento con la propria unicità. Tra equilibrio e alienazione, tra leggi omologanti e democrazia, la normalità diventa il rispetto delle follie di tutti, non in senso psichiatrico, perché in ognuna c'è l'unico. Se la follia viene considerata una patologia solo perché siamo tutti unici e diversi, allora malattia e normalità sono definizioni semplicistiche e obsolete: ciò che esiste davvero è l'uomo. Trovi l’ articolo su: https://www.psicologo-psicoterapeuta-roma.com/l-uomo-analitico/ Libri dello stesso aure su Amazon: https://www.amazon.it/stores/Dr.-Giorgio-Burdi/author/B0DZ2BC5ST

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  • October 9 · 8 min

    L’elogio dell’’incoerenza

    L'unica coerenza umana è l'incoerenza. Un elogio a chi sceglie, risceglie e non rinuncia a rivedere le proprie idee, perché cambiare è il segno di una persona viva e non di un debole. Il testo ritrae il perfetto: pretenzioso, severo, prigioniero dell'uomo di parola e dei giudizi della gente, che chiama coerenza ciò che è paura del cambiamento e si ammala di immobilismo. Accanto a lui l'incoerente, che ricomincia cento volte la dieta, perde le staffe, ascolta le proprie follie e in itinere scopre quale problema ha davvero. La vita ci impone una trasformazione continua, e la natura ce lo insegna: dalla morte dell'inverno esplode, incoerentemente, il fior di mandorlo. Qui puoi leggere l’articolo https://www.psicologo-psicoterapeuta-roma.com/l-elogio-dell-incoerenza-l-unica-coerenza-umana-e-l-incoerenza/ Autore di numerosi libri presenti su Amazon https://www.amazon.it/stores/Dr.-Giorgio-Burdi/author/B0DZ2BC5ST

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  • October 9 · 7 min

    L’ amore non basta

    L’ amore non basta Di chi è la colpa quando le storie amorose declinano? Un testo che smonta l'idea che l'amore, da solo, basti a reggere una coppia. Si ama ciò di cui si ha bisogno in quel momento della vita, e il fallimento arriva quando si scopre di aver amato una proiezione e non la persona. Per essere tale, l'amore va veduto nei dettagli, nei segnali che il corpo e il tempo restituiscono prima che diventino sintomi. L'intimità non nasce a letto ma dalla parola, dal desiderio di parlarsi sempre. L'amore è uno dei colori dell'arcobaleno della felicità e, senza gli altri, sbiadisce giorno dopo giorno. L’ articolo lo trovi su https://www.psicologo-psicoterapeuta-roma.com/l-amore-non-basta/ Studio BURDI, con Giorgio Burdi, psicologo psicoterapeuta. Studi a Bari e a Roma. Autore di numerosi libri presenti su Amazon https://www.amazon.it/stores/Dr.-Giorgio-Burdi/author/B0DZ2BC5ST

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  • October 7 · 9 min

    L’Uomo Analitico

    È un inno a colui che decide di entrare in analisi, a chi già ci è dentro, a tutti coloro che l'hanno terminata e a tutti quelli che non la lasciano mai. Ritratto dell'uomo analitico, che appende al chiodo la maschera, mette a nudo la propria opera d'arte ed è Numero Uno. Non teme il dolore né il conflitto, li considera occasioni di sviluppo. Si perde e si ritrova, non punta il dito, cade e si rialza con il gioco tra le dita, come un bambino. Ostetrica dell'anima, aiuta ciascuno a partorire se stesso senza sostituirsi a nessuno. Un testo che non giudica e non consola a buon mercato: ricorda che la felicità ha un costo, e che vivere bene comincia adesso. Trovi l’ articolo su https://www.psicologo-psicoterapeuta-roma.com/l-uomo-analitico/ Libri dello stesso aure su Amazon https://www.amazon.it/stores/Dr.-Giorgio-Burdi/author/B0DZ2BC5ST

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  • October 7 · 9 min

    Col presente curiamo il passato e col passato ci allontaniamo dal presente

    Davide ha ancora in tasca la chiave di un appartamento che non è più suo. Non la usa, ma sapere di poter rientrare lo fa respirare. Questo episodio parte da una storia e arriva a un meccanismo che molti riconoscono appena lo vedono. Si lascia una relazione, il dolore arriva tardi, si torna indietro non perché l'altro sia cambiato ma perché il ritorno funziona da analgesico. Poi arriva la frase doppia: non possiamo stare insieme, però proviamo a vivere sotto lo stesso tetto. E si ascolta soltanto la seconda. Dentro l'episodio: perché col presente curiamo il passato, cercando nella persona di oggi la famiglia che non abbiamo avuto. Perché col passato ci allontaniamo dal presente, leggendo ogni piccolo gesto come l'inizio del cambiamento. Che cosa fanno il Numero Uno e il Numero Due quando qualcuno dice "proviamo". Come la mappatura delle storie antiche permette di guardare la relazione per quello che accade e di prendersi cura del dolore che la separazione riapre. Un episodio per chi aspetta ancora una risposta da chi non può darla. La storia è vera. Nomi e dettagli identificativi sono stati modificati per tutelare la riservatezza delle persone. L’ articolo lo trovi anche su https://www.psicologo-psicoterapeuta-roma.com/col-presente-curiamo-il-passato-e-col-passato-ci-allontaniamo-dal-presente/ Studio BURDI, con Giorgio Burdi, psicologo psicoterapeuta. Studi a Bari e a Roma. Autore di numerosi libri presenti su Amazon https://www.amazon.it/stores/Dr.-Giorgio-Burdi/author/B0DZ2BC5ST

  • October 4 · 8 min

    Non Siamo Secondi ai Vostri Imprevisti

    l’ imprevisto è una forma di dittatura e chi la esercita vorrebbe passare da galante. «Ho avuto un imprevisto» è diventato, per troppa gente, il passatempo, il lasciapassare per fare del tempo degli altri quello che vuole. Lo pronunci e pensi di aver sistemato tutto: l’appuntamento salta, la promessa decade, qualcuno dovrà riorganizzarsi e dovrà farlo senza disturbarti, perché hai già la tua complicazione da gestire. Poco importa che si sia liberato dal lavoro, abbia rinunciato a un altro incontro, attraversato la città o preparato qualcosa per te. Il tuo imprevisto arriva e pretende di comandare sulla sua giornata. E guai a manifestare disappunto: rischia di diventare lui quello rigido, quello che non comprende, quello che se la prende per niente. Prima gli sconvolgi i programmi, poi gli chiedi anche di sentirsi in difetto per avertelo fatto notare. È questa pretesa a essere intollerabile: trasformare una propria difficoltà in un ordine al quale gli altri dovrebbero obbedire. Nessuno è veggente, nessuno può prevedere una malattia improvvisa o impedire che accada un’emergenza. Ma qui parliamo di chi ha fatto dell’imprevisto un’abitudine e dell’altrui comprensione una risorsa da sfruttare fino all’esaurimento. Di chi prende impegni con una leggerezza disarmante, salvo diventare pesantissimo quando gli si chiede di mantenerli. «Non ho previsto» dovrebbe qualche volta significare: ho calcolato male, sono stato distratto, ho promesso più di quanto potessi sostenere. Assumersi questa responsabilità richiede di scendere dal piedistallo dell’innocenza e riconoscere che il disagio provocato a qualcuno ci riguarda. Molto più comodo chiamare in causa il destino e presentarsi come vittime di una giornata che, guarda caso, saranno soprattutto gli altri a pagare. C’è chi riempie l’agenda fino a farla scoppiare e si compiace della propria efficienza, senza vedere che sta organizzando una catena di inadempienze. Si attribuisce il valore di una persona molto richiesta mentre distribuisce agli altri il costo della propria incapacità di scegliere. Ogni sì aggiunto senza criterio contiene un appuntamento che verrà sacrificato, una persona che aspetterà inutilmente, una scusa già pronta a entrare in scena. C’è poi chi non sa dire di no a chi ha davanti e diventa improvvisamente capace di negare tutto a chi è lontano: tempo, attenzione, parola data. Il presente ingombra, insiste, fa pressione; l’assente può essere spostato. E così la priorità finisce per andare a chi si impone di più, mentre chi si è fidato viene retrocesso. La correttezza diventa una debolezza della quale approfittare. Analiticamente, l’imprevisto può anche offrire riparo a una resistenza: un incontro mette paura, un confronto è scomodo, un cambiamento richiede di abbandonare una posizione nella quale ci si è accomodati. Sopraggiunge un contrattempo e lo si accoglie con un sollievo che meriterebbe di essere ascoltato. Finalmente si può rimandare senza dichiarare che cosa si sta evitando. La circostanza ci presta una giustificazione e noi la lasciamo parlare al posto nostro. Ma la comprensione di un meccanismo inconscio non autorizza a lasciarne le conseguenze sulle spalle di chi ci aspetta. Chi impone questa sospensione si prende una libertà che sottrae a qualcun altro. E spesso non avvisa nemmeno, pur potendo farlo, perché considera il proprio affanno più importante della possibilità altrui di organizzarsi. Un messaggio richiederebbe pochi istanti, ma perfino quegli istanti sembrano un investimento eccessivo per la persona lasciata ad aspettare. Il tempo le viene rubato due volte: perde quello riservato all’appuntamento e quello che continua a tenere prigioniero nell’eventualità che qualcuno si faccia vivo. Tu intanto non cominci nulla, non ti allontani, non prendi un altro impegno, perché potresti essere chiamato proprio allora.…

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  • October 4 · 3 min

    Il Numero Uno e il Numero Due Number One Number Two

    Dentro di te convivono due istanze, due voci. Solo una è davvero tua. Il Numero Uno è ciò che sei: l'essenza, l'irripetibile, l'opera d'arte da cui partire e da coltivare, e il Numero Due, il mondo che ne ostacola l'espressione e l'emersione: il Numero Due è rappresentato da doveri, sensi di colpa, obblighi, pregiudizi, i modelli imposti, i moralismi e molto altro ancora. Ogni giorno il Numero Uno si confronta tra ciò che è e ciò che gli altri vorrebbero che fosse. Da quel conflitto nasce quasi tutta la sofferenza psicologica che conosciamo e gran parte delle psicopatologie. Ti propongo un modello nuovo e veloce di comprensione della tua personalità e ti chiedo, parola dopo parola, di proteggere la tua identità, la tua voce assoluta, di custodire la tua essenza, ciò che sei senza tradirti, perché è da quella voce che nasce ogni giusto tuo orientamento e ogni lealtà a te stesso che rappresenta la tua felicità possibile. Non sono un manuale per sopravvivere. Sono uno strumento per rivelarti. Un metodo determinato per leggere e rafforzare la propria struttura interna, per ascoltare la propria voce alle volte sepolta sotto le macerie di ciò che non ci appartiene, per risalire da quei disagi che, se ignorati, si trasformano in disturbi strutturati. Ogni volta che mi riapri, ti scuoto paragrafo dopo paragrafo, come in una seduta: ti provoco, ti costringo a rispondere a te stesso senza compromessi e difese, aprendo varchi reali e percorsi più semplici verso ciò che sei sempre stato. Sono un libro per chi vive sotto il peso dei sensi di colpa, per chi ha costruito una vita che funziona ma non gli appartiene, per chi cerca un percorso di ritrovamento di sé, di crescita personale o che non si accontenti della sola tranquillità. Sono nato dai trentasei anni di ascolto clinico di Giorgio Burdi, psicologo psicoterapeuta, e dalla sua ricerca su come intercettare, definire e realizzare la missione più profonda di ogni essere umano: diventare pienamente sé stesso.

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  • October 3 · 10 min

    Contaminazioni

    Le Contaminazioni Elena è una donna di cinquant’anni, con una solida formazione universitaria e un lavoro amministrativo in una località del centro Italia. Sta bene con sé, preferisce stare sola, ma viene in studio per comprendere perché non senta il bisogno di avere un uomo. Racconta di aver avuto relazioni importanti e aggiunge un particolare: dopo l’intimità doveva lavarsi per bene. Nel ripercorrere la sua storia emerge che, a cinque anni, mentre la madre accudiva il marito, veniva affidata a una vicina. Sua figlia Miriam, di sei anni più grande, chiudeva la porta del salone, si sdraiava e le chiedeva di accarezzarle le parti intime. Elena racconta di aver poi ripetuto quei gesti con la sorella Sara e con Terry, una bambina più intraprendente. Nel cortile quei comportamenti erano proseguiti, fino a quando una delle bambine le aveva chiesto un contatto orale-genitale. Elena si era rifiutata, disgustata, interrompendo definitivamente quelle esperienze. L’emozione del disgusto può aver fissato nella memoria di Elena quella richiesta di rapporto orale sull’altra bambina, lasciando un filo d’Arianna lungo quarantacinque anni. È l’emozione che può essere rimasta viva, fino a riaccendersi nell’intimità di oggi, nel bisogno di lavarsi dopo un rapporto e, forse, nella distanza dalla relazione con un uomo. La contaminazione potrebbe trovarsi proprio in questo passaggio: l’esperienza è terminata, ma l’emozione legata a quell’esperienza entra nelle successive, mescolando ciò che Elena vive adesso con ciò che ha vissuto allora. Ma perché oggi la distanza dalla relazione con un uomo, se l’esperienza era avvenuta con altre bambine? Perché le prime esperienze della propria sessualità possono generalizzarsi lungo la vita attraverso le sensazioni e i significati che lasciano: ciò che si riattiva può riguardare l’intimità, il contatto, l’esposizione del corpo, indipendentemente dal sesso dell’altra persona. Nel bambino l’identità sessuale è in formazione; non è assente, ma manca ancora la comprensione adulta di quelle esperienze….. La storia riportata è vera ma i nomi luoghi e date sono tutte di fantasia nel rispetto della privacy giorgio burdi

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  • September 26 · 8 min

    Il Diritto al Cazzeggio

    Non siamo secondi ai vostri imprevisti l’ imprevisto è una forma di dittatura e chi la esercita vorrebbe passare da galante. «Ho avuto un imprevisto» è diventato, per troppa gente, il passatempo, il lasciapassare per fare del tempo degli altri quello che vuole. Lo pronunci e pensi di aver sistemato tutto: l’appuntamento salta, la promessa decade, qualcuno dovrà riorganizzarsi e dovrà farlo senza disturbarti, perché hai già la tua complicazione da gestire. Poco importa che si sia liberato dal lavoro, abbia rinunciato a un altro incontro, attraversato la città o preparato qualcosa per te. Il tuo imprevisto arriva e pretende di comandare sulla sua giornata. E guai a manifestare disappunto: rischia di diventare lui quello rigido, quello che non comprende, quello che se la prende per niente. Prima gli sconvolgi i programmi, poi gli chiedi anche di sentirsi in difetto per avertelo fatto notare. È questa pretesa a essere intollerabile: trasformare una propria difficoltà in un ordine al quale gli altri dovrebbero obbedire. Nessuno è veggente, nessuno può prevedere una malattia improvvisa o impedire che accada un’emergenza. Ma qui parliamo di chi ha fatto dell’imprevisto un’abitudine e dell’altrui comprensione una risorsa da sfruttare fino all’esaurimento. Di chi prende impegni con una leggerezza disarmante, salvo diventare pesantissimo quando gli si chiede di mantenerli. «Non ho previsto» dovrebbe qualche volta significare: ho calcolato male, sono stato distratto, ho promesso più di quanto potessi sostenere. Assumersi questa responsabilità richiede di scendere dal piedistallo dell’innocenza e riconoscere che il disagio provocato a qualcuno ci riguarda. Molto più comodo chiamare in causa il destino e presentarsi come vittime di una giornata che, guarda caso, saranno soprattutto gli altri a pagare. C’è chi riempie l’agenda fino a farla scoppiare e si compiace della propria efficienza, senza vedere che sta organizzando una catena di inadempienze. Si attribuisce il valore di una persona molto richiesta mentre distribuisce agli altri il costo della propria incapacità di scegliere. Ogni sì aggiunto senza criterio contiene un appuntamento che verrà sacrificato, una persona che aspetterà inutilmente, una scusa già pronta a entrare in scena. C’è poi chi non sa dire di no a chi ha davanti e diventa improvvisamente capace di negare tutto a chi è lontano: tempo, attenzione, parola data. Il presente ingombra, insiste, fa pressione; l’assente può essere spostato. E così la priorità finisce per andare a chi si impone di più, mentre chi si è fidato viene retrocesso. La correttezza diventa una debolezza della quale approfittare. Analiticamente, l’imprevisto può anche offrire riparo a una resistenza: un incontro mette paura, un confronto è scomodo, un cambiamento richiede di abbandonare una posizione nella quale ci si è accomodati. Sopraggiunge un contrattempo e lo si accoglie con un sollievo che meriterebbe di essere ascoltato. Finalmente si può rimandare senza dichiarare che cosa si sta evitando. La circostanza ci presta una giustificazione e noi la lasciamo parlare al posto nostro. Ma la comprensione di un meccanismo inconscio non autorizza a lasciarne le conseguenze sulle spalle di chi ci aspetta.... continua a leggere giorgio burdi, “La malattia del tempo”, 2025, Amazon

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  • August 22 · 2 min

    Il Numero Uno e Il Numero Due - Il Libro -

    ⁠Il Numero Uno e Il Numero Due⁠ “Lo trovi su Amazon cercando Burdi o il titolo del libro”. Questo non è semplicemente un libro, ma una analisi di te infinita, una opportunità di lettura di te stesso, che può accompagnarti ovunque. Non è un libro da tenere in libreria, ma sul proprio comodino, sotto l’ ombrellone è da consultare spesso, nei momenti di maggior luminosità o in quei più difficili. Dentro di te convivono, due istanze, due persone. Solo una è davvero tua.Il Numero Uno è ciò che sei: l'essenza, l'irripetibile, l'opera d'arte da coltivare. Il Numero Due è il mondo che ne ostacola l'emersione: i doveri, i sensi di colpa, gli obblighi, il pregiudizio, i modelli imposti, i moralismi. Ogni giorno il Numero Uno si confronta tra ciò che è e ciò che gli altri vorrebbero che fosse. Da quel conflitto nasce quasi tutta la sofferenza psicologica che conosciamo. Questo libro propone un modello nuovo di comprensione della personalità e ti chiede, parola dopo parola, di proteggere la tua voce, di custodire ciò che sei senza tradirti, perché è da quella voce che nasce ogni giusto orientamento e ogni felicità possibile. Non è un manuale per sopravvivere. È uno strumento per svelarsi. Un metodo determinato per leggere e rafforzare la propria struttura interna, per ascoltare la voce sepolta sotto le macerie di ciò che non ci appartiene, per risalire all'origine di quei disagi che, se ignorati, si trasformano in disturbi strutturati. Ogni volta che lo riapri, ogni paragrafo agisce come una seduta: ti scuote, ti provoca, ti costringe a rispondere a te stesso senza più difese, aprendo varchi reali verso ciò che sei sempre stato. Un libro per chi vive sotto il peso dei sensi di colpa, per chi ha costruito una vita che funziona ma non gli somiglia, per chi cerca un percorso di crescita personale che non si accontenti di consolare.

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