Innocente per 33 anni: la storia di Beniamino Zuncheddu (parte 2)
Beniamino Zuncheddu ha passato 33 anni in carcere per una strage che, secondo la giustizia italiana, potrebbe non aver mai commesso. Ma la sua non è la storia di un errore riconosciuto e riparato: è la storia di un sistema che per uscire dal giudicato ha dovuto aggrapparsi a un unico, fragile appiglio. Nel 2019 la Procura di Cagliari riapre le indagini sulla strage di Sinnai del 1991, iscrivendo il fascicolo a carico di ignoti nonostante la condanna fosse già definitiva da quasi trent'anni. Da lì parte una nuova stagione di intercettazioni che porterà, nel 2020, a un'istanza di revisione. In questa puntata ricostruiamo passo passo quel processo: le prove che la Corte d'Appello di Roma ha respinto perché già viste e discusse trent'anni prima, le consulenze tecniche della difesa dichiarate inammissibili, e l'unico elemento che ha davvero fatto pendere la bilancia — poche frasi, captate per caso in un'auto, tra l'unico testimone sopravvissuto e sua moglie. Il 26 gennaio 2024 Zuncheddu viene assolto. Ma non con la formula piena. La sentenza lo scrive nero su bianco: non è stata dimostrata la sua innocenza, è solo emerso un ragionevole dubbio. Trentatré anni di carcere, e ancora nessuna certezza. Se vuoi ascoltare un episodio esclusivo ogni venerdì e non sentire mai più alcuna pubblicità, oltre ad avere accesso a oltre 60 episodi già pubblicati, schiaccia qui sotto! https://www.patreon.com/c/dpen Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

