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C'è figa. Il podcast live

C'è figa - Fandango Podcast

“C’è Figa” è il podcast nato dall’omonimo format di stand-up comedy femminista: uno spazio nato per smentire, una battuta alla volta, quell’idea vecchia e resistente secondo cui “le donne non fanno ridere”.  Partito dai palchi di Roma come serata di stand-up dedicata a persone socializzate donne, ha un carattere irriverente, non fa sconti e mette il microfono in mano a chi ha davvero qualcosa da dire. Ora “C’è Figa” diventa podcast e si prende ancora più libertà.

Tra proverbi invecchiati malissimo, ospiti clamorose e una certa tendenza al caos, raccontiamo attualità, cultura e vita quotidiana smontando stereotipi, bias culturali e tutta quella narrazione che ci vuole educate e mansuete.

Parliamo di genere, linguaggio, relazioni e potere, ma senza fare le brave. Perché se c’è una cosa che questo podcast non ha intenzione di fare, è risultare rassicurante.

“C’è Figa” è il posto in cui si ride, si rosica male e si mettono in discussione le cose.

E se dà fastidio, probabilmente sta funzionando.

Un podcast di Alessandra Flamini

Revisione testi collettivo C'è Figa 

Con Alessandra Flamini, Frad, Ilaria Giambini, Paola Giglio e Valentina Medda.

La sigla è "Lo Schiaffo d'Anagni" delle Molestya, dal disco "La mia rabbia è ancora integra".

Cura e produzione: Giulia Galzigni

Montaggio e sound design: Luca Santarelli


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  • 11 episodes
  • Avg 32 min
  • English
  • Yesterday · 31 min

    11. Donna nana tutta tana

    Il patriarcato ha inventato i proverbi, il porno mainstream ci ha insegnato che il sesso gira tutto intorno al pisello e la società ci ha convintə che alcuni corpi siano sexy mentre altri servono solo a farci commuovere. Tutto "norbene", no? In questa puntata ci incazziamo un po’ e parliamo di pornografia, sì, anche di quella morale: quella che trasforma i corpi delle persone con disabilità in storie di dolore, invece che in corpi che desiderano, godono e scopano. Ospite della puntata Armanda Salvucci, ideatrice di Sensuability, il progetto che sfida i tabù sulla sessualità e la disabilità. Perché i corpi non devono essere conformi per essere desiderabili, il piacere non è un privilegio e la disabilità non è una tragedia da raccontare col violino in sottofondo. Un podcast di Alessandra Flamini Revisione testi collettivo C'è Figa Con Alessandra Flamini, Frad, Ilaria Giambini, Paola Giglio e Valentina Medda. Cura e produzione Giulia Galzigni Sound design Luca Santarelli La sigla è "Lo Schiaffo d'Anagni" delle Molestya, dal disco "La mia rabbia è ancora integra".

  • October 13 · 34 min

    10. Con donne, fuoco e mare, c’è poco da scherzare.

    Ci sono proverbi che nascondono un modo preciso di guardare il mondo: individuare un pericolo, attribuirlo a qualcuno e convincere tuttə che sia necessario tenerlo sotto controllo. Ma chi decide chi è pericoloso? In questa puntata parliamo di controllo politico, propaganda e costruzione del nemico. Di come si possa orientare l’opinione pubblica dipingendo interi gruppi di persone come una minaccia. Di come chi scende in piazza per rivendicare diritti venga spesso raccontato come un problema per l’ordine pubblico, mentre chi decide quali diritti concedere, a chi e a quali condizioni, raramente viene messo in discussione con la stessa durezza. Perché chi protesta diventa pericoloso, ma chi detiene il potere di limitare i diritti sembra quasi sempre legittimato a farlo? Ne parliamo con Velia Lalli, comica, autrice e pioniera della stand-up comedy italiana, che attraverso la satira mette in discussione stereotipi, convenzioni e ipocrisie del nostro tempo. Forse il punto non è stabilire chi sia pericoloso. Forse è chiedersi chi ha il potere di decidere chi deve fare paura. Un podcast di Alessandra Flamini Revisione testi collettivo C'è Figa Con Alessandra Flamini, Frad, Ilaria Giambini, Paola Giglio e Valentina Medda. Cura e produzione Giulia Galzigni Sound design Luca Santarelli La sigla è "Lo Schiaffo d'Anagni" delle Molestya, dal disco "La mia rabbia è ancora integra".

  • October 5 · 32 min

    9. Donna che mena l’anca o è puttana o poco ci manca

    Un proverbio che ci insegna che una donna deve stare attenta a come cammina, come si veste, come si muove, quanto mostra il proprio corpo. Ci insegna la vergogna prima ancora che la libertà. In questa puntata parliamo di cat calling, educazione alla vergogna e di tutti quei messaggi che, fin da bambine, ci insegnano a sentirci osservate, giudicate e responsabili dello sguardo degli altri. E lo facciamo insieme a Chiara Becchimanzi, attrice, autrice e stand-up comedian, che da anni usa comicità e satira per parlare proprio di stereotipi, sessualità e differenze di genere. Perché forse il problema non è insegnare alle ragazze a non attirare attenzioni. Forse è arrivato il momento di educare chi quelle attenzioni le impone. Un podcast di Alessandra Flamini Revisione testi collettivo C'è Figa Con Alessandra Flamini, Frad, Ilaria Giambini, Paola Giglio e Valentina Medda. Cura e produzione Giulia Galzigni Sound design Luca Santarelli La sigla è "Lo Schiaffo d'Anagni" delle Molestya, dal disco "La mia rabbia è ancora integra".

  • September 30 · 37 min

    8. Tira più un capello di donna che un carro di buoi

    Un "capello" di donna tira più di un carro di buoi. E se un uomo perde completamente la testa, beh, mica è colpa sua: è stato il "bulbo pilifero". In questa puntata parliamo di come i proverbi abbiano passato secoli a raccontare il corpo delle donne come una tentazione irresistibile e gli uomini come povere vittime senza alcun controllo. Capelli, gambe, scollature, peli: sembra che il problema sia sempre il corpo femminile e mai quello che lo guarda. Con Marianna The Influenza, creator e divulgatrice che parla di femminismo, corpi, razzismo e grassofobia, proviamo a capire come si fa a riprendersi lo sguardo. E anche il corpo.

  • September 22 · 31 min

    7. Chi vuol vivere e star sano dalle donne stia lontano

    Se vuoi vivere a lungo e in salute, secondo la saggezza popolare devi stare lontano dalle donne. Ma lontano quanto? Un metro? Un continente? Abbastanza da non sentire queste idiozie? In questa puntata prendiamo un altro proverbio che sembra un consiglio e invece puzza parecchio di misoginia, e proviamo a capire perché le donne vengano raccontate così spesso come una minaccia alla salute, alla serenità e alla vita degli uomini. A farci compagnia c’è Dalia Smeraldi, in arte Abicocca, per parlare di stereotipi, pericoli reali e di tutte le cose da cui, forse, sarebbe davvero meglio stare lontani.

  • June 24 · 27 min

    6. Donne, asini e noci vogliono mani atroci

    Ci sono proverbi che non si limitano a raccontare una cultura: la giustificano. Questo, tra i più violenti della tradizione popolare, mette sullo stesso piano donne, animali e oggetti, suggerendo che la forza, la durezza e perfino la violenza siano strumenti legittimi per ottenere obbedienza e controllo. Partendo da una frase che oggi appare scioccante ma che per secoli è stata tramandata come saggezza comune, ci chiediamo quanto di quella mentalità sia davvero scomparso. Ne parliamo con Federica Scrollini, responsabile della formazione e della prevenzione di Be Free, cooperativa sociale che dal 2007 lavora nei centri antiviolenza, nelle case rifugio e nei percorsi di contrasto alla violenza di genere e alle discriminazioni. Con lei affrontiamo il tema della violenza non come emergenza improvvisa, ma come fenomeno culturale che si alimenta di normalizzazioni, silenzi e narrazioni ancora profondamente radicate.

  • June 17 · 36 min

    5. Alle donne che non fanno figli non ci andar né per piacere né per consigli

    Un proverbio antico che suona come una sentenza: se una donna non è madre, allora manca di qualcosa. In questa puntata esploriamo il confine sottile tra scelta, aspettativa sociale e giudizio collettivo. Perché non tutte le donne sono madri, non tutte vogliono esserlo, e nessuna dovrebbe essere definita da questo. Ne parliamo con Michela Andreozzi, attrice, regista e scrittrice che ha trasformato questo tema in una riflessione pubblica e personale. Insieme affrontiamo il peso delle domande non richieste, delle aspettative familiari e di quella convinzione dura a morire secondo cui una donna sarebbe completa solo diventando madre. Una puntata per smontare un pregiudizio antico e ricordare che la libertà di scegliere la propria vita non dovrebbe mai aver bisogno di giustificazioni.

  • May 20 · 35 min

    4. Donna al volante, pericolo costante

    Uno dei proverbi di punta del repertorio italiano per chiederci: chi è davvero “pericolosa”, e per chi? Tra stereotipi duri a morire e aspettative sociali cucite addosso, proviamo a capire come certe narrazioni continuino a tenerci al nostro posto — o almeno ci provino. Lo facciamo insieme alle Karma B, duo drag, artistico e performer che da anni attraversa palchi e televisione con ironia, consapevolezza e una bellezza esagerata. Con loro parliamo di giudizio e sopravvivenza creativa: di cosa significa esporsi, essere giudicate e continuare comunque a guidare — anche quando ti dicono che non dovresti. Un vademecum del “non ci avranno mai come ci vogliono loro".

  • May 12 · 35 min

    3. Donne e buoi dei paesi tuoi

    In questa puntata partiamo da uno dei proverbi più radicati (e sospetti) della tradizione italiana per chiederci: ma davvero ci siamo bevute questa roba? Tra identità, appartenenza e razzializzazione travestita da saggezza popolare, smontiamo pezzo per pezzo il detto. Lo facciamo insieme a Madonna Freeda, artista e creatrice di meme su Instagram, che usa l’ironia e la giusta dose di sarcasmo per parlare di inclusività, marginalizzazione e libertà. Con lei discutiamo di confini geografici, culturali e mentali, e di cosa succede quando si decide di superarli e si pretende che la società faccia altrettanto. Il tutto, come sempre, tra risate, battute discutibili e qualche verità che punge più del previsto

  • May 12 · 28 min

    2. Donna ridarella: o santa o puttanella

    Se una donna ride è isterica. Se fa ridere è volgare. Se è troppo seria? È una figa di legno. Insomma, decidetevi. E, soprattutto, smettetela di rompere le ovaie: la nostra espressione del viso non è una questione pubblica. Ospite in questa puntata è Gioia Salvatori, attrice e autrice che non ha paura di far scricchiolare le ossa dei pregiudizi. Creatrice del progetto satirico Cuoro, ha portato la sua comicità su palchi, radio e tv con uno stile unico, ironico e inconfondibile. Insieme esploriamo quel fastidioso giudizio che si attacca alle donne che ridono (o peggio: che fanno ridere), smontando etichette appiccicose, viscide e perniciose.

  • May 12 · 29 min

    1. Chi dice donna dice danno

    Nella prima puntata parliamo di come certi proverbi abbiano contribuito a creare stereotipi, relazioni tossiche e drammi quotidiani. Ne chiacchieriamo con la professoressa Francesca Dragotto, Linguista, lavora presso l'Università di Roma "Tor Vergata". Ha all’attivo un centinaio di pubblicazioni scientifiche e più di duecento pubblicazioni divulgative. Dal 2020 è la direttrice scientifica del monitoraggio RAI sulla rappresentazione della figura femminile. Insomma, non è una cazzara. Non come noi. Ne discutiamo ridendo abbastanza da rendere il mondo un pelo meno insopportabile.

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