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b2eyes today

Fabiano Editore

Il primo quotidiano nel settore dell'ottica

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  • 89 episodes
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  • S1 · E1141
    Yesterday · 4 min

    Patologie retiniche: nuove vie sperimentali per portare i farmaci oltre le barriere dell’occhio

    Una revisione pubblicata su Frontiers in Molecular Biosciences analizza circa cento studi sulle nanoparticelle lipidiche per la somministrazione oculare: l’obiettivo è aumentare la quantità di principio attivo che raggiunge i tessuti posteriori del sistema oculare e rendere più efficace, ad esempio, il trattamento di alcune malattie della retina Portare un farmaco attraverso la superficie dell’occhio fino al tessuto rappresenta una delle principali difficoltà della terapia oftalmica: in generale meno del 5% della dose contenuta in una goccia di collirio riesce infatti a superare la cornea, mentre la parte restante viene rapidamente eliminata attraverso il film lacrimale, l’ammiccamento e il drenaggio nasolacrimale. Il risultato è una permanenza limitata del collirio sulla superficie oculare e, di conseguenza, la necessità di ripetere frequentemente l’applicazione per mantenere concentrazioni farmacologicamente efficaci. Il problema diventa ancora più complesso quando il bersaglio è situato nella parte posteriore del bulbo, come nel caso della retina, tanto che per diverse patologie è ancora oggi necessario ricorrere a somministrazioni intravitreali. In tale ambito si inserisce una recente revisione pubblicata su Frontiers in Molecular Biosciences, che ha preso in esame circa cento studi dedicati proprio all’impiego di nanoparticelle lipidiche, sistemi di dimensioni estremamente ridotte realizzati con materiali grassi biocompatibili che possono incorporare un principio attivo, proteggerlo dalla degradazione e favorirne un rilascio più controllato in prossimità del bersaglio. Tra quelle analizzate figurano le nanoparticelle lipidiche solide, caratterizzate da una matrice compatta nella quale viene incorporato il farmaco, i trasportatori lipidici nanostrutturati, che combinano componenti solide e liquide creando una struttura più irregolare e potenzialmente capace di contenere quantità maggiori di principio attivo, e i sistemi lipidici cationici, oltre ai liposomi e ad altre strutture vescicolari. Le sperimentazioni precliniche considerate nella revisione hanno riguardato numerosi principi attivi, tra cui antibiotici, antinfiammatori, antifungini, antivirali, ciclosporina e molecole destinate alla riduzione della pressione intraoculare. Se le patologie della superficie e del segmento anteriore, come congiuntiviti, cheratiti e uveiti anteriori, risultano relativamente più accessibili alla somministrazione locale, raggiungere il segmento posteriore rimane una sfida molto più complessa. Retina, coroide e nervo ottico sono infatti separati dalla superficie oculare da una serie di barriere che limitano la diffusione dei farmaci. È il caso di malattie quali degenerazione maculare legata all’età, edema maculare, retinopatia diabetica, alcune forme di uveite posteriore e patologie ereditarie della retina. Per diverse di queste condizioni, in particolare quando sono coinvolti farmaci biologici, le iniezioni intravitreali rappresentano ancora una modalità di trattamento fondamentale. «Le formulazioni nanometriche potrebbero quindi avere un ruolo importante, ma l’ipotesi di sostituire le somministrazioni intravitreali con un trattamento topico non invasivo resta, allo stato attuale, sperimentale: sarebbe necessario dimostrare che una quantità terapeuticamente sufficiente di farmaco riesca effettivamente a raggiungere la retina in condizioni di sicurezza», si legge sul sito di Mondosanità.

  • S1 · E1140
    Yesterday · 3 min

    Oliver Peoples, un incontro tra ispirazione vintage e rigore architettonico

    È quello che riflettono le montature più distintive per l’autunno inverno dell’house brand di EssilorLuxottica: una collezione che mette al centro le iconiche silhouette d’archivio, con una particolare attenzione a forme e volumi, espressi attraverso il contrasto tra acetati dalle linee estremamente arrotondate e titanio dal design essenziale I modelli autunno inverno 2026-27 di Oliver Peoples si distinguono per una palette di acetati in tonalità neutre, calde e fredde, declinate nelle classiche sfumature tartarugate e in finiture traslucide. «A renderli riconoscibili, le lenti sfumate effetto délavé, ispirate alla delicatezza dell’acquerello», sottolinea una nota dell’house brand di EssilorLuxottica. Nel suo insieme, la collezione riflette l’eleganza senza tempo del marchio, coniugandone il patrimonio stilistico con una raffinatezza contemporanea. EZ-Y reinterpreta uno degli occhiali da vista più riconoscibili dell’archivio Oliver Peoples: la costruzione semi-rimless in titanio definisce una silhouette essenziale e sofisticata, caratterizzata da un’unica barra superiore che prosegue con fluidità nelle aste, dando vita a un design privo del ponte tradizionale. Le lenti sfumate effetto délavé ne accentuano il carattere contemporaneo. «Le montature più rappresentative di questa stagione riflettono l’incontro tra ispirazione vintage e rigore architettonico - prosegue il comunicato - Aymes rievoca lo stile degli anni Settanta con una linea oversize dal doppio ponte, Tassin si distingue invece per una forma in acetato particolarmente arrotondata, bilanciata da dettagli più netti e definiti». A sua volta Eyles-R prende spunto dalle montature da vista d’archivio, «con un frontale in acetato dalle geometrie definite e un caratteristico ponte a chiave, proposto in varianti traslucide e finiture dalla texture particolare, mentre Elietta si distingue per la sua silhouette rettangolare dalle linee morbide e levigate», continua la nota. La collezione comprende poi due nuovi modelli da sole a doppio ponte, realizzati in titanio leggero. «Brunner ha un’estetica più decisa, con cerchi sagomati, dettagli laterali avvolgenti e una filigrana incisa su tutta la montatura, testimonianza della sofisticata maestria artigianale giapponese. Caylor interpreta lo stesso elemento con un approccio più essenziale: il doppio ponte, il profilo marcato dei cerchi e le proporzioni calibrate definiscono una silhouette pulita, contemporanea e immediatamente riconducibile al linguaggio estetico di Oliver Peoples – si legge ancora nel comunicato - Insieme, i due modelli definiscono una nuova interpretazione dell’occhiale in titanio, caratterizzata da volumi scultorei e proporzioni raffinate». La ricerca sui volumi delinea infine la proposta in acetato di questa stagione. «Encina si distingue per una silhouette decisa e slanciata verso l’alto, costruita attraverso linee curve e angoli ben definiti. Larell richiama invece l’estetica degli anni Settanta con una costruzione in acetato dalle forme marcatamente arrotondate, in equilibrio tra geometrie espressive e proporzioni raffinate», conclude la nota.

  • S1 · E1139
    Yesterday · 2 min

    Optovista: in Sicilia potenzia il servizio di montaggio

    L’azienda oftalmica prosegue nel percorso di consolidamento della propria presenza sul territorio siciliano, rafforzando le strutture delle filiali di Catania e Palermo con l’ingresso di figure specializzate «La storica filiale di Catania e la più recente sede di Palermo rappresentano due importanti punti di riferimento per i centri ottici partner dell’area e, attraverso questi nuovi inserimenti, potranno migliorare ulteriormente la gestione dei flussi di lavoro e la qualità del servizio offerto - si legge in un comunicato di Optovista - A garantire il presidio commerciale diretto sul territorio sono Massimiliano Giunta, referente commerciale per la filiale di Catania, e Francesco Chiacchio, per quella di Palermo». A loro rispondono le due nuove risorse dedicate al montaggio, che portano nelle rispettive sedi competenze ed esperienza specifiche, con l’obiettivo di «rendere il servizio ancora più efficiente e di mantenere gli elevati standard qualitativi che da sempre caratterizzano l’operato di Optovista», sottolinea la nota. Tali ingressi rientrano nel più ampio progetto di ampliamento e potenziamento della presenza dell’azienda a livello locale. «La nostra crescita sul territorio passa necessariamente anche dalla qualità del servizio che siamo in grado di garantire ogni giorno ai clienti - commenta nel comunicato Paolo Pettazzoni, presidente e amministratore delegato di Optovista - Rafforzare le filiali di Catania e Palermo con professionalità già qualificate significa investire concretamente nella capacità di essere più vicini ai centri ottici e di rispondere alle loro esigenze con competenza, rapidità e continuità. È questa la direzione nella quale vogliamo continuare a sviluppare la presenza di Optovista in Sicilia e, più in generale, sul territorio nazionale».

  • S1 · E1138
    Yesterday · 4 min

    Hoya: con “Vivi la vita” per emozionare e far crescere le progressive

    Con l’investimento nella nuova campagna televisiva, on air da ottobre, l’azienda oftalmica punta ad aumentare la consapevolezza dei consumatori, sostenere lo sviluppo della categoria e creare nuove opportunità per i centri ottici partner La campagna vuole tradurre al grande pubblico la missione dell'azienda, “Improve Life Through Vision”, e nasce dall'osservazione di un cambiamento profondo nella società. «Oggi i portatori presbiti vivono questa fase della vita in modo diverso rispetto al passato e desiderano mantenere uno stile dinamico e appagante: in tale contesto le aspettative nei confronti della visione evolvono, così come l’approccio alla presbiopia - si legge in una nota di Hoya Vision Care Italia - Il portatore, infatti, non cerca semplicemente una correzione, ma una soluzione capace di accompagnarlo in tutte le diverse attività della giornata: vuole vedere bene, certamente, ma soprattutto vuole continuare a vivere davvero ogni momento». Da qui nasce “Vivi la vita con lenti progressive Hoya”, che sposta il racconto dall’esigenza visiva alla persona. «Con questa campagna abbiamo scelto di non parlare solo di lenti, ma di persone: vogliamo mostrare come una visione di qualità consenta di continuare a vivere pienamente le proprie passioni, relazioni ed esperienze quotidiane - racconta nel comunicato Maurizio Veroli, amministratore delegato di Hoya Vision Care Italia - È un messaggio che riflette perfettamente il modo in cui l’azienda interpreta sul mercato la propria missione di migliorare la vita dei portatori attraverso soluzioni visive di qualità». Elemento distintivo della campagna è anche la colonna sonora, costruita attorno al celebre brano “Viva la vita” di Francesco Gabbani: la musica diventa così parte integrante della narrazione, contribuendo a creare una connessione emotiva immediata e a rafforzare la memorabilità del messaggio. «La scelta di “Viva la vita” non è casuale: rappresenta l'energia e la voglia di vivere che caratterizzano il portatore di lenti progressive oggi - precisa la nota - La musica ci permette di raccontare questi valori con un linguaggio universale, immediato ed emozionale». Per l’azienda la televisione e il digital rappresentano un investimento strategico, con la finalità di parlare direttamente a un pubblico ampio e portare questa soluzione visiva fuori dai confini della comunicazione di settore. «Significa accrescere la conoscenza della categoria e stimolare nelle persone una domanda più consapevole sulla qualità della propria visione - spiega il comunicato - L'obiettivo non è soltanto aumentare la visibilità, ma contribuire allo sviluppo del segmento delle progressive personalizzate, creando nuove opportunità per i centri ottici». Lo spot si conclude infatti con un invito diretto al consumatore a rivolgersi ai partner Hoya, riconoscendo il valore della consulenza professionale nella scelta della lente più adatta alle proprie esigenze. «La televisione genera attenzione e interesse, ma è all'interno del centro ottico che le persone trovano ascolto, consulenza e personalizzazione - aggiunge Veroli - Per questo motivo abbiamo pensato anche a una serie di strumenti che hanno l’obiettivo di valorizzare il ruolo del professionista della visione, accompagnandolo nello sviluppo della relazione con i propri clienti».

  • S1 · E1137
    Thursday · 2 min

    Dialogo strategico ed evidenze scientifiche per aumentare la multidotazione

    Questo innovativo connubio sarà tra gli argomenti della seconda giornata di lavori al Forum della Vista, in programma a Bari l’8 e 9 novembre Se volessimo affibbiare un’etichetta obsoleta alla multidotazione visiva, la definiremmo una pura tecnica di cross selling. Eppure nell’ottica non ci si è mai chiesti abbastanza quanto possa essere potente far convergere la strategia di vendita con un’evidenza scientifica che sancisca l’importanza della pluralità di soluzioni per lo specifico caso di quel cliente. Per un anno ho sottoscritto un abbonamento online alla rivista Nature: una pubblicazione complessa per me nei temi trattati, ma preziosa per capire quanto la ricerca possa aiutare anche l’ottica a costruire proposte sostenute da una letteratura scientifica. Ricordo in particolare un articolo che segnalava come la secchezza oculare nel personale sottoposto a forti stress, come gli addetti di un pronto soccorso, ad esempio, fosse molto al di sopra della media: un assist perfetto alla vendita abbinata di occhiale o lente a contatto con un sostituto lacrimale o con qualunque altra soluzione indicata per la problematica. Se lo dice la scienza, siamo più forti nel proporla, con l’avvertenza di non farne uno strumento del classico cross selling, ma un aiuto concreto a una maggiore qualità visiva. Al Forum della Vista 2026, in programma a Bari l’8 e 9 novembre, si terrà perciò una master class sulla multidotazione, costruita con quattro esperti e docenti del mondo dell’optometria. La mattina della seconda giornata di lavori ciascuno di loro affronterà un tema scientifico al quale verrà abbinato un dialogo di vendita da portare nel centro ottico. Un esempio? A una relazione sul digital eye strain un contributo sull’esigenza di offrire al portatore un kit di soluzioni capace non solo di correggere il difetto, ma anche di farlo vedere e sentire bene in ogni circostanza. Cosa cambia rispetto al passato? Molto: gestiremo il rapporto con il cliente in modo circolare (come vivi e vedi) e non più verticale (cosa devi correggere), aggiungendo alle tecniche di dialogo più sofisticate la potenza della scienza e della ricerca. L’abbinamento di due figure professionali, convergenti e mai in contrasto, permetterà ai presenti di riflettere sull’imprinting da dare alla proposta di multidotazione, che in Italia fatica ancora a decollare. Circolarità della dotazione, dialogo strategico ed evidenza scientifica: è la ricetta che verrà presentata sul palco del Forum della Vista 2026. Se, come dicevano gli antichi, nulla è nuovo se non il dimenticato, il nuovo arriva anche nell’osservazione delle cose con occhi diversi Nicola Di Lernia

  • S1 · E1136
    Thursday · 5 min

    Ray-Ban Meta: in arrivo tre nuove linee

    Si tratta della versione Audio, della Gen 3 e dei Display: questi ultimi, già presenti su alcuni mercati internazionali, verranno distribuiti anche in Italia dal 13 ottobre

  • S1 · E1135
    Thursday · 2 min

    Salimbene: alle radici dell’ottico indipendente europeo

    La consulente, formatrice e autrice sarà tra i relatori dei Silmo Talk, durante il salone in programma a Paris Nord Villepinte dal 25 al 28 settembre: terrà l’intervento “What really defines an independent optician?” nel pomeriggio della seconda giornata di fiera Sul palco di Silmo 2026 Alessandra Salimbene (nella foto) porterà una nuova definizione di ottico indipendente europeo. Al centro del talk c'è una tesi che la professionista porta avanti da anni. «Siamo abituati a illustrare questa tipologia di retail per sottrazione, come ciò che non è una catena - afferma in un comunicato Salimbene - È una spiegazione fatta di mancanze ed è da lì che nasce metà dei nostri problemi. Non serve essere grandi per contare: serve avere carattere ed essere riconoscibili». Nel corso dello speech Salimbene illustrerà i passaggi concreti, costruiti su un programma di marketing, per rendere un punto vendita indipendente riconoscibile e competitivo in un mercato sempre più internazionale ed europeo. Tale visione europea focus dell'intervento è intesa in senso geografico e culturale, non politico, e ha una radice storica precisa. «L'occhiale ha origini profondamente europee: nasce in Italia alla fine del Duecento e trova presto in Germania, a Norimberga, una delle sue prime grandi sedi manifatturiere, per poi diffondersi in Francia e nel resto del continente - continua la nota - Pensare l'ottica indipendente su scala europea, in questa prospettiva, non è un'astrazione: è un ritorno alle origini stesse del mestiere». In Italia, in particolare, l'evoluzione storica della filiera ha creato un legame stretto tra la produzione e la commercializzazione dell'occhiale. «È un intreccio che ha reso l'ottico imprenditore una figura ben più articolata di un semplice venditore e ha contribuito a costruire una professionalità unica: fatta di artigianato, moda e design, e allo stesso tempo fondata sulla centralità della competenza tecnica e optometrica», conclude il comunicato. Durante l'intervento, inoltre, Salimbene presenterà in anteprima un progetto pensato per gli ottici indipendenti europei e che rappresenta, nelle sue parole, una prima volta per il settore. A cura della redazione

  • S1 · E1134
    Thursday · 2 min

    Yalea: con Alessandra Amoroso continua a raccontare una femminilità autentica

    La cantante sarà la digital ambassador del brand di De Rigo anche per la collezione autunno inverno Dopo il debutto in occasione del lancio della linea primavera estate 2026, il sodalizio prosegue dando continuità a un racconto costruito intorno a valori condivisi, quali libertà di espressione, sensibilità e forza femminile. Per l’autunno inverno 2026-2027 Yalea propone «materiali di qualità e lavorazioni accurate che danno vita a una collezione che interpreta una femminilità contemporanea, delicata e determinata, in linea con l'identità del brand – si legge in un comunicato del marchio di De Rigo Vision - Protagonista degli scatti è il modello SYA258 (nelle foto), una montatura cat-eye con frontale in acetato che si distingue per il doppio incollaggio, il quale crea un contrasto tra le tonalità avorio e nude, donando profondità e luminosità all’occhiale. Le aste in metallo rosa oro sono impreziosite dal monogramma Yalea tridimensionale, arricchito da smalti coordinati, mentre le lenti sfumate nelle calde nuance del marrone completano la proposta. Accanto a questo, il modello VYA266 si caratterizza per una silhouette morbida e armoniosa, valorizzata da un frontale in acetato con un gioco di trasparenze nei toni dell’havana e del beige e dal monogramma Yalea tridimensionale sulle aste in metallo rosa oro». La scelta di Alessandra Amoroso conferma la volontà del brand di raccontare un'identità femminile fatta di consapevolezza e personalità. «Credo in una femminilità autentica, libera da stereotipi, e nell'importanza di sentirsi bene con sé stesse, valorizzando la propria unicità - dichiara la cantante nella nota - Per me ogni donna ha una storia da narrare: è proprio questo il messaggio che sono orgogliosa di portare avanti con una realtà che condivide i miei stessi valori». A cura della redazione

  • S1 · E1133
    Wednesday · 4 min

    Ablògos: a Belluno cresce la cittadella della conoscenza

    Il 21 settembre, a Palazzo Crepadona, la società di ricerca, consulenza, formazione e coaching che fa capo a CertotticaGroup ha visto la sua presentazione ufficiale e ha inaugurato i nuovi spazi nel centro storico della città L’inaugurazione (nelle foto a destra) ha rappresentato un momento per presentare alle istituzioni, al sistema imprenditoriale, ai portatori di interesse e alla città intera i nuovi spazi che contribuiscono a far crescere la “cittadella della conoscenza e della formazione” nel cuore del capoluogo dolomitico, ma anche la società e il suo ruolo in ambito formativo, economico e sociale. Ablògos nasce dalla convergenza tra l’esperienza di Able, unit di CertotticaGroup creata per rafforzare l’area education e formazione al servizio delle aziende del territorio, specializzata in progetti formativi per i distretti eyewear e sportsystem, e quella di Metàlogos, realtà professionale con una storia ultraventennale in progetti di successo nella formazione, nella consulenza e nel coaching, che ha maturato una expertise consolidata anche su programmi di inclusione e coesione territoriale per istituzioni e comunità sociali. «Due realtà significative nel mondo dell'alta formazione, bellunese e non solo - commenta in una nota il presidente Luca Businaro – Abbiamo dato vita, insieme all’amministratore delegato di CertotticaGroup, Corrado Facco, a una realtà che trae identità dalle sue radici, e su questa identità lavoriamo per costruire il futuro: il primo e immediato risultato che abbiamo ottenuto è l'aver raggiunto una dimensione in grado di fornire un ampio panel di servizi, tutti di alta qualità». La presidente di Confindustria Belluno Dolomiti, Lorraine Berton, sottolinea come Ablògos nasca nel cuore delle Dolomiti per dare una risposta di sistema a una sfida cruciale per il futuro, quella delle competenze. «In una provincia che resta tra le più manifatturiere d'Italia è nostro dovere, vorrei dire etico, mobilitarci e compiere ogni sforzo possibile per rimanere competitivi sul mercato, innovativi, realmente sostenibili e inclusivi», dichiara nel comunicato Berton, aggiungendo che la nuova sede con i suoi laboratori rientra in un disegno preciso: la creazione di una cittadella “diffusa” degli studi, iniziata nel 2020 con l'hub per il nord est della Luiss Business School e che ha trovato un nuovo impulso con la recente costituzione della Fondazione Dolomiti Innovation Valley. «Stiamo dimostrando con i fatti che Belluno può essere un punto di riferimento per l’alta formazione anche fuori dai confini provinciali, se pubblico e privato lavorano insieme su progetti strategici per il benessere delle nostre comunità», aggiunge Berton. L'obiettivo è chiaro: valorizzare le persone in un momento di grande attenzione ai temi legati alla tecnologia, all'innovazione e all'intelligenza artificiale. Non a caso, infatti, il claim scelto da Ablògos è “Human competence center”. «Tutti i nostri interventi di co-progettazione nelle quattro grandi aree di servizio che ci vedono impegnati nascono dalla relazione di fiducia con i nostri partner – evidenzia nella nota Michele Dal Farra, socio e direttore generale di Ablògos – Costruiamo competenze e valore, ma anche benessere lavorativo e di vita: i nostri riferimenti sono certamente le aziende, dal distretto dell'occhialeria al tessuto imprenditoriale bellunese in senso più ampio, ma anche le pubbliche amministrazioni, il mondo del privato sociale e della cooperazione, quello scolastico».

  • S1 · E1132
    Wednesday · 3 min

    Silmo 2026: quattro giorni per leggere il futuro dell’ottica

    Dal 25 al 28 settembre Paris Nord Villepinte riunisce l’industria internazionale della filiera: nuove collezioni, tecnologie, materiali, design e contenuti professionali al centro di un appuntamento che, oltre a presentare il prodotto, punta a intercettare le trasformazioni del mercato Silmo 2026 si prepara ad aprire la stagione fieristica autunnale con l’obiettivo di mettere in relazione presente e futuro dell’eyewear e dell’intera filiera: quattro giornate nelle quali vedere le novità, confrontarsi con il mercato e individuare le direzioni verso cui si sta muovendo il settore. Gli organizzatori indicano per questa edizione 950 espositori con 1.500 marchi, 42 paesi rappresentati e 75 mila metri quadrati lordi di superficie espositiva, mentre sono quasi 34 mila le presenze attese. Al centro della manifestazione ci saranno non soltanto le nuove collezioni e i nuovi prodotti e strumenti, ma anche i temi che ne stanno modificando progettazione, distribuzione e rapporto con il consumatore: dalla ricerca sui materiali alle nuove tecnologie, dal design alle funzionalità ed esigenze d’uso. Un programma articolato in quattro aree proporrà infatti oltre 60 conferenze, con interventi dedicati ai principali temi di attualità per il settore: si parlerà di occhiali connessi e delle opportunità legate alle nuove tecnologie, ma anche del ruolo dell’occhio come finestra sul corpo umano e delle prospettive aperte dall’imaging e dall’AI nell’ambito della salute predittiva e preventiva. Spazio inoltre alla trasformazione del retail, con una riflessione sulla necessità per il commercio al dettaglio di ripensare il proprio modello, e alla formazione degli ottici di domani, chiamati a confrontarsi sempre più con connected glasses e intelligenza artificiale. Tra i protagonisti dell’edizione torna Silmo Next, con il Village Tech dedicato alle innovazioni che stanno ridisegnando il comparto: smart glasses, AI, dimostrazioni ed esperienze permetteranno agli operatori di entrare in contatto con tecnologie e applicazioni emergenti. A completare il programma saranno i Silmo Talks, dedicati ad analisi, competenze e interpretazione dei cambiamenti del mercato e dei nuovi comportamenti d’uso, e gli Ateliers Contactologie, pensati per approfondire conoscenze e pratica professionale attraverso conferenze e momenti formativi. Nella serata di sabato 26 settembre torna anche il tradizionale appuntamento con il Silmo d’Oro, con la giuria guidata da Joachim Froment, che vede per questa edizione cinque realtà italiane in lizza per il prestigioso riconoscimento. Sono infine cinque i finalisti per il premio Impresa Responsabile 2026, che porta l’attenzione sulle aziende della filiera impegnate nell’evoluzione delle proprie pratiche in ambito ambientale, sociale e di governance, valorizzando percorsi e approcci differenti alla responsabilità d’impresa: la giuria ha selezionato Andy Wolf, Modo Eyewear, Oomade, Regenesis Materials e Tcn (nella foto di Stéphane Laure, l’ingresso nel quartiere fieristico di Paris Nord Villepinte, a una delle ultime edizioni di Silmo). A cura della redazione

  • S1 · E1131
    Wednesday · 2 min

    Tresca: fiducia, cura e innovazione sono le fondamenta della nostra relazione con i clienti

    Il nuovo amministratore delegato di Rodenstock Italia indica nei tre principi aziendali le direttrici del proprio lavoro, a partire dall’ascolto interno e dalla prossimità agli ottici Fiducia, cura e innovazione: sono i principi dai quali Dario Tresca intende partire nel suo incarico di amministratore delegato di Rodenstock Italia, assunto poco prima della pausa estiva. Valori che, in linea con l’eredità lasciatagli da Massimo Barberis, ora a capo di Sud Europa e America Latina, nei quattro anni e mezzo alla conduzione della filiale italiana del gruppo oftalmico, devono guidare tanto la dimensione interna quanto il rapporto con i partner ottici, attraverso un percorso che parte dall’ascolto e punta a consolidare la relazione costruita negli anni. «La fiducia è un valore fondamentale, sia all’interno dell’organizzazione sia nella relazione con i nostri clienti. Il mio obiettivo è consolidare un apporto basato sulla credibilità, sulla trasparenza e sulla capacità di essere concretamente al fianco dei nostri partner, offrendo loro soluzioni, competenze e supporto per affrontare con maggiore sicurezza le sfide del mercato», spiega Tresca a b2eyes TODAY. Il primo periodo nel nuovo ruolo è stato quindi dedicato soprattutto all’ascolto, sia all’interno dell’organizzazione sia nei confronti del mercato. A partire da ottobre il manager prevede di affiancare gli account aziendali nelle visite dirette sul territorio, in particolare agli ottici indipendenti, con l’obiettivo innanzitutto di rafforzare la collaborazione con la squadra e sviluppare ulteriormente la partnership con gli ottici. Il secondo valore indicato da Tresca è la cura, intesa come prossimità al cliente e attenzione alle sue esigenze e al suo percorso di sviluppo. «Ritengo la cura un elemento distintivo del nostro modo di fare impresa: significa ascoltare le esigenze del mio team e dei nostri partner, comprenderne i bisogni e accompagnarli nel loro percorso di evoluzione, con una visione di partnership che vada oltre la singola fornitura», prosegue Tresca. E poi c’è l’innovazione, che non coincide soltanto con la continua disponibilità di tecnologie premium, sull'intera proposta multibrand Rodenstock e optovision. «Per noi innovare significa condividere competenze, strumenti, servizi per una crescita sostenibile del business che deve sempre creare valore per l'utente finale – conclude Tresca - Fiducia, cura e innovazione sono i tre pilastri della mia visione per Rodenstock Italia che tradurrò in azioni concrete e tangibili: questi permeeranno il mio percorso anche grazie alla squadra interna, perché credo che la crescita passi prima di tutto attraverso le persone e dalla qualità delle relazioni che sappiamo costruire» (nella foto, da sinistra: Massimo Barberis e Dario Tresca). Angelo Magri

  • S1 · E1130
    Wednesday · 3 min

    EssilorLuxottica riorganizza il vertice

    A cavallo dell’estate il gruppo italo-francese ha visto alcune uscite che sono state sostituite con manager interni: l’obiettivo è valorizzare le professionalità già presenti in azienda e accelerare ulteriormente il percorso di sviluppo intrapreso Chrystel Barranger, dal 2021 alla guida della divisione Professional Solutions per Emea e Asia e di Transitions, è stata nominata president global categories & chief growth officer: si tratta di una nuova posizione pensata da EssilorLuxottica per imprimere una direzione strategica ancora più forte allo sviluppo dell'offerta del gruppo e alla sua crescita globale. Nel nuovo ruolo Barranger avrà la responsabilità di promuovere le categorie di prodotto, rafforzare la competitività del portafoglio marchi e guidare la strategia di mercato. Riportando direttamente al presidente e amministratore delegato, Francesco Milleri, lavorerà a stretto contatto con le diverse aree geografiche e i canali commerciali, con l’obiettivo di contribuire ad allineare le priorità strategiche, coordinare l'esecuzione e sostenere una crescita nel lungo periodo. Parallelamente Davide Schinetti, manager di EssilorLuxottica formatosi ad Agordo al fianco del fondatore Leonardo Del Vecchio, amplia le proprie responsabilità assumendo anche la guida del team di ricerca e sviluppo, che si aggiunge all'attuale incarico di chief operating officer: la scelta vuole rafforzare ulteriormente l'integrazione tra ricerca, innovazione e produzione, creare una maggiore continuità e accelerare l'esecuzione e il trasferimento dell'innovazione al mercato. Non vengono quindi sostituite le tre figure apicali uscite nei mesi scorsi: Leonardo Maria Del Vecchio, nelle sue cariche di chief strategy officer e president di Ray-Ban, Federico Buffa, in veste di chief R&D, marketing and product officer, e Paolo Pezzutto, in qualità di commercial strategy officer. I loro incarichi e le relative responsabilità sono stati ripensati e riallocati all'interno dell'organizzazione, in linea con l'evoluzione strategica di EssilorLuxottica verso la ricerca scientifica, il med-tech, lo sviluppo delle categorie di prodotto e l'esecuzione sul mercato. Importanti novità riguardano anche le divisioni di business. Massimiliano Mutinelli, già president Emea optical retail, assume il ruolo di president professional solutions Emea & Asia: da oltre 30 anni in azienda, grazie alla sua profonda conoscenza dei mercati e della distribuzione sarà chiamato a guidare l'implementazione della strategia e delle priorità sul canale dei clienti professionali nelle aree Emea e Asia. Mutinelli torna così a guidare il rapporto con gli ottici, ambito in cui aveva già maturato una significativa esperienza internazionale, estendendo il proprio raggio d'azione all'Europa e all’Asia e rafforzando il coordinamento del canale Professional Solutions in due regioni chiave per EssilorLuxottica. A raccogliere il testimone alla guida del retail ottico europeo sarà Silvia Caselli, nominata president Emea optical retail dopo aver guidato il business optical retail nel sud Europa: la sua esperienza nella gestione del retail e nello sviluppo commerciale è considerata un elemento chiave per sostenere la crescita e l'evoluzione del canale in una delle aree più strategiche per la società (nella foto, Chrystel Barranger, in occasione dell’evento Switch dell’aprile scorso a Montecarlo). A cura della redazione

  • S1 · E1129
    Tuesday · 4 min

    Nuance Audio Plus: nasce la nuova generazione con prestazioni audio migliorate

    EssilorLuxottica ha lanciato la versione più recente degli occhiali acustici a tecnologia open ear, invisibili e destinati agli adulti con una perdita uditiva percepita da lieve a moderata, che combinano anche una maggiore autonomia della batteria e una collezione di montature più ampia: disponibili in Italia da metà settembre, affiancano l’attuale collezione Nuance Audio Glasses per offrire ai consumatori una maggiore possibilità di scelta in termini di design, funzionalità tecnologiche e fasce di prezzo Nuance Audio Plus (nella foto, un modello) rappresenta l’ultimo passo nel percorso di innovazione di EssilorLuxottica nel campo delle soluzioni per l’udito, ampliando ulteriormente sia la scelta sia le prestazioni disponibili per i consumatori. «La risposta a Nuance Audio Glasses è stata estremamente positiva e conferma che i consumatori sono alla ricerca di un modo più naturale e attraente per accedere alle soluzioni per l’udito - dichiara in una nota Stefano Genco, global head of Nuance Audio - In un solo anno abbiamo ampliato la nostra presenza a 14 paesi e oltre 18 mila punti vendita, raggiungendo utenti che hanno, in media, cinque anni in meno rispetto ai clienti tradizionali di apparecchi acustici: due su tre non avevano mai preso in considerazione l’utilizzo di un apparecchio acustico tradizionale. Con Nuance Audio Plus, la nostra nuova generazione di prodotto, compiamo un ulteriore passo importante verso l’obiettivo di rendere il supporto all’udito una componente naturale della vita quotidiana». Nuance Audio Plus è progettato per supportare le persone con una perdita uditiva percepita da lieve a moderata in diverse situazioni, spiega il comunicato: da chi inizia a manifestare i primi segnali di perdita uditiva, ad esempio, notando nel tempo cambiamenti nel proprio sforzo nell’ascolto in diverse situazioni quotidiane, anche in condizioni di rumore simili, a chi è già consapevole del proprio deficit uditivo ed è alla ricerca di una soluzione discreta. È disponibile a partire dal 14 settembre in Italia, nei negozi Salmoiraghi & Viganò e GrandVision, in centri ottici e acustici indipendenti e online in alcuni paesi selezionati. Accanto all’attuale collezione Nuance Audio Glasses, che continuerà a essere disponibile, Nuance Audio Plus amplia la gamma con una tecnologia acustica ottimizzata, comandi sulla montatura ancora più intuitivi, una scelta più ampia di modelli e colori e nuove opzioni per la ricarica in mobilità. Nel complesso, le due collezioni offrono agli utenti una maggiore possibilità di scelta in termini di design, funzionalità tecnologiche e fasce di prezzo, rispondendo a preferenze e stili di vita diversi. Tra le caratteristiche principali del dispositivo c’è innanzitutto l’invisibilità. «Sviluppando ulteriormente la distintiva tecnologia open ear di Nuance Audio Glasses, Nuance Audio Plus introduce importanti miglioramenti nell’amplificazione, nella chiarezza del parlato in ambienti rumorosi e nella percezione della propria voce, oltre a una maggiore autonomia della batteria, pari a circa dieci ore in condizioni di utilizzo medio del prodotto - aggiunge la nota - Semplice da configurare e gestire tramite l’intuitiva Nuance Audio App, presenta anche nuovi comandi direttamente sulla montatura, tra cui un interruttore dedicato per l’accensione e lo spegnimento e pulsanti per la regolazione del volume, comodamente posizionati sulle aste. Inoltre gli altoparlanti open-ear leggeri, integrati nelle aste, lasciano le orecchie libere, garantendo un comfort prolungato: una gamma più ampia di taglie, insieme a una calzata universale e a naselli regolabili su alcuni modelli, contribuisce a garantire una vestibilità stabile e confortevole».

  • S1 · E1128
    Tuesday · 3 min

    Open Vision, un progetto per intercettare il consumatore finale

    Presentato ufficialmente in un incontro a Milano il 21 settembre e promosso da Anfao Gruppo Lenti, è un’iniziativa di comunicazione multicanale pensata per colmare il divario informativo tra specialisti e cittadini e per favorire una collaborazione strutturata lungo tutta la filiera sui temi della vista L’evento ha visto la partecipazione di figure chiave del settore, tra cui Massimo Barberis, presidente di Anfao Gruppo Lenti, Teresio Avitabile, presidente di Siso, e Andrea Afragoli, presidente di Federottica: l’iniziativa si articola in otto episodi di videopodcast, condotti da Nicoletta Carbone, giornalista di Radio 24 specializzata in benessere e presente all’evento in qualità di conduttrice. Ciascuno ha una durata di circa trenta minuti, con l'obiettivo di tradurre concetti tecnici complessi in un linguaggio immediato, diretto e contemporaneo. «La filosofia alla base di Open Vision è fare sistema, un mantra che ha guidato Anfao negli ultimi due anni e che ora si estende dal piano puramente b2b, già sperimentato con successo attraverso Eyevolution, a un approccio b2c capace di intercettare il consumatore finale, rendendolo protagonista e consapevole delle innovazioni tecnologiche che caratterizzano un mercato in cui l’80% del fatturato deriva da prodotti con meno di quattro anni di vita», ha spiegato Barberis alla platea di addetti ai lavori e alla stampa trade. La narrazione del progetto si snoda attraverso un confronto costante tra l'oculista e l'ottico, due figure che, pur mantenendo ruoli distinti, devono imparare a dialogare in modo proattivo per garantire al paziente-cliente un servizio di qualità superiore, superando le barriere di una normativa, come il decreto del 1928, ormai considerata anacronistica e inadeguata alle sfide del presente. Durante l'evento è infatti emersa con determinazione la necessità di scardinare vecchie posizioni corporative, «riconoscendo all'ottico il ruolo di front office territoriale - come ha sottolineato Afragoli - capace di intercettare bisogni e indirizzare correttamente verso la visita oftalmologica», e all'oculista «quello di specialista diagnostico, fondamentale per la prevenzione di patologie silenti che un semplice esame refrattivo non può rilevare», ha ricordato Avitabile. Il formato scelto, quello del videopodcast, non è casuale ma risponde alla volontà di utilizzare i codici comunicativi delle nuove generazioni, ingaggiando anche i futuri presbiti e trasformando il centro ottico in un vero e proprio presidio di cultura visiva. La strategia di diffusione, curata dal gruppo SG Company, prevede un piano media integrato che include Radio 24, 24 Ore Podcast, Spotify di Anfao, YouTube e una campagna di advertising mirata, supportata dal coinvolgimento di creator che fungeranno da amplificatori del messaggio, rendendo i contenuti virali e pervasivi. Il calendario delle uscite, con una cadenza quindicinale a partire dal 24 settembre, accompagnerà il pubblico fino al 14 gennaio, in prossimità di Mido 2027, coprendo temi fondamentali come la tecnologia delle lenti, la miopia, l'invecchiamento visivo e l'importanza della prevenzione come costo sociale da abbattere. Il primo appuntamento “Vedere bene non basta” partirà da una domanda apparentemente semplice: che cosa significa davvero vedere bene? A confrontarsi sul tema saranno l’oftalmologo Massimiliano Serafino e l’ottico Matteo Proto, in una conversazione guidata da Carbone (nella foto, da sinistra: Andrea Afragoli, Massimo Barberis, Teresio Avitabile e Nicoletta Carbone, in occasione dell'evento). Francesca Tirozzi

  • S1 · E1127
    Tuesday · 2 min

    Monopoli, cresce il numero di relatori internazionali

    Al Convegno su Aggiornamenti in contattologia e ottica oftalmica, in programma l’11 e 12 ottobre nella località pugliese, interverrà il nucleo storico di esperti italiani ed esteri, tra i quali si aggiungono alcuni nomi nuovi «Vista la tematica delle due giornate, incentrate sull’intelligenza artificiale e le tecnologie emergenti nella pratica optometrica, abbiamo voluto dare un respiro ancora più internazionale al panel di relatori: del resto si tratta di una materia in costante evoluzione su scala globale, per cui c’era bisogno della testimonianza di persone che la trattano quotidianamente, sempre con l’obiettivo di offrire strumenti di lavoro innovativi ai partecipanti del nostro convegno», spiega a b2eyes TODAY Giancarlo Montani (nella foto), responsabile scientifico dell’evento, giunto alla diciottesima edizione. Così a professionisti di chiara fama, come, tra gli altri, Byki Huntjens, Shehzad Naroo, David Piñero, Mark Rosenfield ed Elena Garcia Rubio, già presenti all’appuntamento pugliese, quest’anno si aggiungono alcune new entry, come l’optometrista tedesco Stefan Bandlitz e l'inglese Kishan Devraj, il primo esperto nella gestione delle alterazioni del film lacrimale e il secondo specializzato in intelligenza artificiale. «L’interdisciplinarità dei contenuti è garantita dalla presenza degli oculisti Anna D’Ambrosio, Marco Loiodice e Danilo Mazzacane e il filo conduttore della digitalizzazione all’interno della filiera della vista e della visione partirà già la sera della vigilia, con l’incontro per oftalmologi e ortottisti promosso da Dai Optical e giunto alla terza edizione - precisa Montani - L’apertura dei lavori di domenica 11 ottobre sarà, come negli ultimi anni, in sinergia con Ferdinando Fabiano e quest’anno avrà un valore ancora più significativo: con la sede di Bari per l’ottava edizione del Forum della Vista, in programma l’8 e 9 novembre, alla sintonia professionale si affiancherà infatti quella territoriale. La formazione e l’aggiornamento in Puglia non termineranno quindi con l’appuntamento di Monopoli, ma proseguiranno con quello del mese successivo nel capoluogo, grazie a tematiche, contenuti e relatori complementari». Angelo Magri

  • S1 · E1126
    Tuesday · 3 min

    Bicocca: Giovanzana primo laureato magistrale in Italia

    Il 18 settembre scorso si è tenuta la proclamazione all’interno del percorso accademico attivo dal 2024-2025 presso l’ateneo milanese Nel 2026, a venticinque anni dalla nascita del corso di laurea triennale in Ottica e Optometria, presso l’Università di Milano-Bicocca si è svolta la prima seduta di laurea magistrale in Optometry and Vision Science, con la proclamazione di Stefano Giovanzana: milanese e figlio d’arte, suo padre Mario è il fondatore dell’omonimo centro di contattologia specialistica nel cuore del capoluogo lombardo, è dunque il primo laureato magistrale all’interno di questo percorso in un ateneo italiano. «Il candidato ha concluso gli studi in corso, come del resto lo saranno anche coloro che termineranno entro marzo 2027, nonostante la difficoltà di conciliare l’iter universitario con gli impegni professionali: quasi tutti gli iscritti del 2024-25 erano, infatti, già inseriti nel mondo del lavoro - dice a b2eyes TODAY Silvia Tavazzi, presidente del Consiglio di coordinamento didattico dell’Università di Milano-Bicocca - La tesi, dal titolo “Modelling the aging human crystalline lens”, ha riguardato la simulazione delle proprietà ottiche del cristallino umano durante l’invecchiamento». Relatore è stato Emiliano Bonera, professore associato di Fisica sperimentale dell’ateneo milanese, affiancato dalla stessa Tavazzi, in qualità di professoressa ordinaria della medesima struttura, e da Tanya Evans, nelle vesti di correlatrici: quest’ultima, optometrista e senior lecturer presso il Department of Optometry dell’University of Johannesburg, in Sud Africa, era collegata da remoto durante la seduta di laurea. Intanto sta per iniziare un nuovo anno accademico. «Sia nel 2024-25 sia nel 2025-26 sono stati circa 30 i nuovi immatricolati al primo anno del corso magistrale, mentre per il 2026-27 ci si aspetta un aumento non trascurabile degli iscritti, anche se il numero definitivo sarà noto solo a fine gennaio 2027 quando scadranno i termini per le immatricolazioni degli stranieri - afferma Tavazzi - Il corso di laurea magistrale in Optometry and Vision Science rientra tra i percorsi abilitanti all’esercizio della professione sanitaria di Fisico nella sezione A ai sensi della legge 163/2021, mentre la sezione B è riservata ai laureati triennali. Per rendere pienamente operativo il carattere abilitante del percorso universitario magistrale è ancora necessario il decreto attuativo definitivo: tuttavia, grazie al Decreto interministeriale 609/2025, i laureati magistrali possono comunque iscriversi all’Albo dei Fisici nella sezione a loro riservata sostenendo l’esame di Stato, in modo analogo a quanto previsto per i laureati triennali relativamente alla sezione B» (nella foto, a sinistra, Stefano Giovanzana; nella foto, a destra, da sinistra: Marzia Lecchi, professoressa associata di Fisiologia, Irene Villa, ricercatrice di Fisica sperimentale, Silvia Tavazzi, Stefano Giovanzana, Emiliano Bonera e Fabrizio Zeri, professore associato di Fisica applicata). A cura della redazione

  • S1 · E1125
    September 21 · 2 min

    Benetti: A riveder le stelle si conclude con lo sguardo verso la Luna

    La quarta edizione del progetto di osservazione astronomica promosso dal gruppo, che conta tre centri ottici a Verona, insieme a Continuando a Crescere Onlus, realtà impegnata nella realizzazione di percorsi di inclusione sociale per bambini, ragazzi e persone con disabilità, ha in programma la sua seconda e ultima serata il 24 settembre sempre a Forte Gisella, storica fortezza austriaca nella città scaligera Dopo il primo appuntamento estivo (nelle foto) A riveder le stelle torna a Forte Gisella per la seconda serata della quarta edizione. «Registriamo sempre una partecipazione significativa a ogni appuntamento, a conferma di quanto sia apprezzata l’opportunità di vivere un’esperienza immersiva e coinvolgente, dedicata all’osservazione del cielo e alla condivisione di un momento lontano dagli schermi – spiega in una nota Claudio Aldegheri, optometrista del Gruppo Ottica Benetti - Questo secondo appuntamento rappresenta una nuova occasione per coinvolgere le famiglie, invitandole a fermarsi, alzare lo sguardo e riscoprire insieme la meraviglia del cielo. A riveder le stelle fa parte di Benetti Ottica Academy ed è un progetto che mette in dialogo divulgazione scientifica, attenzione al benessere visivo e inclusione: un’iniziativa aperta a tutti, in cui la tecnologia diventa uno strumento per conoscere il mondo che ci circonda». La seconda e ultima serata della quarta edizione è dedicata alla Luna, protagonista di un percorso guidato da alcuni astrofili coordinati, come nella prima puntata, dall’astrofotografo e divulgatore Andrea Vanoni. Al suo fianco saranno ancora presenti i colleghi Alessandro Biasia e Federico Carollo. Grazie ai telescopi di ultima generazione messi a disposizione dal partner tecnico Auriga, con strumenti Celestron, i partecipanti potranno osservare da vicino la superficie della Luna e approfondirne caratteristiche e curiosità, dai crateri ai mari lunari fino alle principali conformazioni del satellite. Ad arricchire l’esperienza, inoltre, la mostra fotografica dedicata al Sole e alla Luna con una selezione degli scatti realizzati da Vanoni. A cura della redazione

  • S1 · E1124
    September 21 · 3 min

    Safilo, il primo occhiale disegnato insieme a Mr. Hilfiger

    Ispirata a quella che il fondatore dell’azienda di moda indossa personalmente, la nuova montatura da vista reinterpreta la classica forma Wellington vintage attraverso i codici stilistici distintivi del brand Tommy Hilfiger, parte di Pvh, gruppo del settore fashion attivo da oltre 140 anni e che oggi opera in più di 40 paesi, presenta la montatura da vista Mr. Hilfiger 01, un modello premium co-disegnato personalmente da Tommy Hilfiger (nella foto). «Ispirato agli occhiali che indossa abitualmente, questo modello trasferisce nel mondo dell’eyewear il suo approccio distintivo al classico stile prep americano – si legge in un comunicato dell’azienda di moda, nel portafoglio licenze eyewear di Safilo dal 2010 e già confermata fino al 2030 - Creato come espressione senza tempo della visione Classic American Cool del brand, il modello combina ispirazione heritage, lavorazione artigianale raffinata e dettagli iconici del marchio». Tommy ha indossato il nuovo modello durante la sfilata primavera-estate 2027 del brand al Plaza Hotel, in occasione dell’ultima New York Fashion Week. «Ho sempre creduto che i classici diventino più interessanti quando li si rende propri – dichiara nella nota Tommy Hilfiger - Gli occhiali sono molto personali: fanno parte del modo in cui si guarda il mondo e raccontano qualcosa del proprio punto di vista. Questa montatura prende una forma che ho sempre amato e la rinnova attraverso proporzioni, colori e dettagli. Volevo che fosse sofisticata ma naturale, un modello che potessi indossare con la stessa disinvoltura sia con un look sartoriale sia con uno più casual. Riflette lo stile prep classico che ha plasmato la mia visione creativa per oltre quattro decenni». Ispirato agli occhiali vintage, il Mr. Hilfiger 01 reinterpreta la classica forma Wellington con proporzioni contemporanee. Le lenti dai profili delicatamente arrotondati sono incorniciate da importanti volumi in acetato e aste scolpite, creando una silhouette compatta che riflette l’approccio personale dello stilista al modo di vestire. Realizzata interamente in acetato e disponibile in quattro varianti colore, la montatura integra numerosi dettagli distintivi del marchio. «Il logo Flag in metallo è impreziosito da smalto rosso, bianco e blu applicato a mano, mentre sulle estremità dell’asta sinistra compaiono le iconiche strisce laminate, un’interpretazione asimmetrica del caratteristico “Tommy twist”», prosegue il comunicato. Progettata e realizzata da Safilo su licenza Tommy Hilfiger, la montatura da vista sarà disponibile da ottobre sul sito del brand, nei negozi monomarca e presso una selezione di ottici in tutto il mondo. A cura della redazione

  • S1 · E1123
    September 21 · 3 min

    Marcolin e Marchon: cambi ai vertici per rafforzare l’organizzazione globale eyewear

    Le due aziende parte di Vsp Vision hanno annunciato una nuova struttura che prevede una leadership integrata nelle principali aree geografiche, con l’obiettivo di favorire una maggiore collaborazione fra entrambe le realtà, accelerare i processi decisionali e garantire un approccio sempre più efficace e coerente verso clienti e partner a livello internazionale Le nuove nomine ai vertici di Marcolin e Marchon Eyewear sono volte a rafforzare le sinergie tra le rispettive attività globali nel settore eyewear e a supportare il percorso di integrazione nei principali mercati internazionali. In questo contesto, spiega una nota congiunta, Marco D’Acunzo, in precedenza ceo North America di Marcolin, assume il ruolo di president eyewear Americas, con la responsabilità delle attività di Marcolin, Marchon, Altair e Allure. Senior executive con oltre 15 anni di esperienza maturata a fianco di marchi premium nei settori automotive, sport e hospitality, D’Acunzo guiderà lo sviluppo del business eyewear negli Stati Uniti, in Canada e in America Latina. Antonio Castiglione, attualmente general manager di Marcolin Mexico, viene nominato managing director Latam, che comprende Messico, Brasile e Sud America, per entrambe le realtà. «Marcolin e Marchon annunciano inoltre l’ingresso di Ross Brownlee in qualità di president eyewear Emea & Apac, una nuova posizione creata per guidare le due regioni come un’unica business unit pienamente integrata - prosegue il comunicato - Brownlee vanta una consolidata esperienza internazionale nel settore eyewear e più di recente ha ricoperto il ruolo di ceo di Hilco Vision, dopo aver assunto numerosi incarichi di senior leadership nel comparto: nel nuovo incarico sarà responsabile delle performance, dell’organizzazione e dell’indirizzo strategico delle attività nelle regioni Emea e Apac. Contestualmente Lorenzo Barberio, già in Marcolin nel ruolo di head of sales Apac, è stato nominato managing director Apac di Marcolin e Marchon. Con oltre vent’anni di esperienza internazionale nei settori del lusso e della moda, Barberio guiderà l’area Asia Pacifico, valorizzando le sinergie tra i team delle due aziende e sostenendone il percorso di crescita». Le recenti nomine, sottolinea nella nota Nicola Zotta, president of eyewear e managing director di Marcolin e Marchon, «rappresentano una tappa importante nell’evoluzione della nostra organizzazione eyewear. L’adozione di un modello di leadership sempre più integrato ci consente di rafforzare l’allineamento tra i diversi mercati e migliorare ulteriormente la nostra capacità di supportare clienti e brand partner in tutto il mondo. Ross, Marco, Lorenzo e Antonio portano con sé un importante patrimonio di competenze e visione strategica che contribuiranno a guidare il prossimo capitolo di crescita e a generare valore sostenibile nel lungo periodo». Queste nomine si inseriscono nel più ampio processo di integrazione tra Marcolin e Marchon, «che sta progressivamente coinvolgendo tutte le funzioni aziendali in vista della piena unificazione delle due organizzazioni, prevista per l'inizio del 2027», conclude il comunicato (nelle foto, dall’alto a sinistra e in senso orario: Marco D’Acunzo, Antonio Castiglione, Ross Brownlee e Lorenzo Barberio). A cura della redazione

  • S1 · E1122
    September 20 · 2 min

    Oakley: con Shield Fusion porta la correzione sulle lenti a maschera

    L’house brand di EssilorLuxottica introduce per la prima volta in 30 anni una soluzione da vista direttamente su tale tipologia dei suoi modelli, sviluppata in collaborazione con Shamir Pensata per gli atleti di ogni livello che necessitano di una correzione visiva senza rinunciare a prestazioni e design, la tecnologia Shield Fusion integra la lente graduata sul retro della lente a maschera attraverso un avanzato processo di laminazione. «Sviluppata in collaborazione con Shamir, la soluzione elimina l’ingombro e l’impatto estetico dei tradizionali inserti da vista e risulta praticamente invisibile frontalmente», spiega una nota di Oakley, sottolineando che la correzione visiva diventa in tal modo parte integrante del prodotto, senza comprometterne estetica, funzionalità e performance. «Le innovazioni più interessanti nascono dall’incontro tra competenze diverse - dichiara nel comunicato Vincenzo Spremulli, senior director of global R&D and innovation di Oakley - Oakley e Shamir hanno lavorato fianco a fianco in ogni fase del progetto, dall’idea iniziale allo sviluppo e alla messa a punto della soluzione, unendo il nostro approccio al design sportivo e l’esperienza di Shamir nel campo dell’ottica. Shield Fusion nasce da questa collaborazione: un sistema integrato che offre campo visivo, vestibilità e prestazioni senza alterare il design del prodotto». Disponibile per Sutro, Sutro Lite, Sutro Lite Sweep e Sutro Lite Small, Shield Fusion è compatibile con tutte le colorazioni delle lenti Prizm proposte per la famiglia Sutro. La tecnologia può essere applicata a prescrizioni comprese tra -3,00 e +3,00 diottrie e cilindro fino a -3,00. «L’approccio pionieristico di Oakley agli occhiali sportivi è esattamente quello che cercavamo per questa collaborazione - commenta nella nota Zohar Katzman, vice president of engineering and technology di Shamir - Siamo orgogliosi di poter mettere una tecnologia ottica avanzata a disposizione di un pubblico sempre più ampio, con una soluzione che coniuga precisione visiva, prestazioni e un elevato livello di ottimizzazione per chi necessita di lenti graduate».

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